In Basilica del Santo presentazione del libro Amare ancora
Innamorarsi, crescere i figli, essere fedeli nel mondo di oggi e di domani.
Va controcorrente don Massimo Camisasca con il suo nuovo libro Amare ancora. Genitori e figli nel mondo di oggi e di domani (Edizioni Messaggero Padova) che sarà presentato a Padova, venerdì 20 gennaio, alle ore 20.45, nella Sala dello Studio teologico della Basilica del Santo. All’incontro, moderato da padre Ugo Sartorio, direttore del «Messaggero di Sant’Antonio», parteciperà, oltre all’autore, la scrittrice Antonia Arslan. Accompagneranno la presentazione con brani recitati e musicali, l’attrice Silvia Nanni e il chitarrista Gian Paolo Todaro.
Don Camisasca, sacerdote e scrittore, è membro del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione e fondatore della «Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo», di cui è superiore generale. È stato insegnante di filosofia nei licei e poi docente all’Università Cattolica di Milano e alla Pontificia Università Lateranense a Roma. Scrittore affermato, la sua riflessione si incentra sull’educazione e sulle sfide che il mondo pone all’uomo, alla famiglia e alla Chiesa.
Con Amare ancora, don Camisasca parla della famiglia in modo laico, comprendendone le difficoltà e mostrandone, allo stesso tempo, le potenzialità: una promessa, una sfida, un’opportunità da riscoprire. Il sottotitolo Genitori e figli nel mondo di oggi e di domani suggerisce il tema portante del libro: i rapporti familiari, il legame tra genitori e figli, tra marito e moglie, strada esaltante e talvolta complicata verso la vita.
Don Camisasca è sicuro che la famiglia soffre ma non passerà mai di moda, perché custodisce i valori profondi della vita di ogni uomo. Nel suo libro racconta il cuore dell’essere umano in tutte le fasi della vita degli affetti: innamoramento, matrimonio, essere padre, madre e figli. E ancora: fedeltà, fallimenti, lavoro, rapporto con le altre famiglie e con la società, la cura degli anziani. L’autore legge tra le pieghe più nascoste i valori per cui ogni uomo vive e lotta, anche quando sembra dimenticarsene. «L’uomo – scrive – per essere felice cerca da sempre legami stabili, desidera che ciò che ama possa durare per sempre. Non è continuando a cambiare che si può essere più felici. Le difficoltà non sono i segni inevitabili di un fallimento ma la possibilità di un cambiamento».
«Oggi – afferma l’autore – è ancora possibile educare i propri figli nella misura in cui trasmettiamo non regole ma qualcosa che viviamo davvero. I figli cercano punti stabili nel rapporto con il padre e la madre. Educare significa prendere per mano il proprio bambino per portarlo a incontrare le cose, giocando con loro, passando del tempo con loro».
Amare ancora è uno strumento utile per approfondire i temi cari a Benedetto XVI, che ha deciso di celebrare nel 2012 l’Anno Internazionale della famiglia con il VII incontro mondiale, dal titolo: La famiglia: il lavoro e la festa, in programma dal 30 maggio al 3 giugno prossimi, a Milano.









