Newsletter n° 10

Cari operatori, sostenitori, animatori, educatori, formatori, consiglieri e simpatizzanti di tutti i centri parrocchiali affiliati a Noi Associazione, (ho escluso qualcuno?) il più cordiale saluto anche a nome della presidenza e della segreteria territoriale.
Confidiamo che salute fisica e morale vi accompagnino con forza!
Allora… come vanno le cose? Quante castagne avete in programma di “crestare” per il prossimo weekend?
Autunno. Le giornate si accorciano e la temperatura diminuisce; gli alberi a foglie larghe cominciano a riassorbire le sostanze nutritive dalle foglie, accumulandovi sostanze di rifiuto; in breve le foglie perderanno la loro caratteristica colorazione verde ed assumeranno le tipiche calde tinte autunnali, per poi cadere ad un soffio di vento più forte del normale.
Certo che tra l’autunno e lo “spirito” di alcuni nostri centri parrocchiali (o loro referenti) ci sono alcuni aspetti in comune, date un occhiata:
Centro parrocchiale. Le iniziative si accorciano, il calore e lo spirito di accoglienza diminuisce; i referenti a “braccia larghe” si riassorbono per carenza di sostanze nutritive (rapporti con il “don” e/o vicende tra collaboratori) si accumulano forme di rifiuto; in breve ci sono referenti che perdono la loro caratteristica colorazione e assumono le tipiche tinte autunnali, per poi cadere ad un soffio di vento più forte del normale.
Che ne dite? Accostamento curioso… C’è poco da sorridere. Ogni qualvolta sono reso partecipe di situazioni particolari che vedono una reale sofferenza di quanti sono moralmente provocati da tante storie…lo sapete meglio di me quanto fastidiosa sia l’acidità di stomaco. C’è anche chi rincara la dose e mi dice: E’ giusto ammalarsi per la parrocchia? Direi proprio di no. Riappropriatevi della vostra famiglia e andate a farvi un giro. Bisogna ritrovare la rotta e la retta via…Per fortuna c’è anche chi può smentire e rilancia con entusiasmo!
NOI siamo così. Dobbiamo inevitabilmente confrontarci con il riflesso delle stagioni, con alti e bassi. Non significa lasciarsi dominare da un caratteraccio proprio e altrui (anche quello farà la sua parte) ma accettare che lungo il cammino condiviso nella Comunità non può essere sempre tutto lineare (potrebbe essere anche noioso).
Appartenere ad una Comunità non significa rientrare in un prodotto di serie, giusto? La nostra dedizione e passione pastorale (a pieno titolo!) ci chiede di cor-rispondere e affrontare il presente con le sue gioie e dolori..
Ma dove lavorate voi va sempre tutto bene?
Qualcuno si è fatto un idea del Vangelo dove tutto risplende e profuma di rosa?
Doveroso il tentativo e una “leale” volontà di fare la nostra parte, comunque. Dopo ad un certo punto, fate le vostre valutazioni e arrivate ad una conclusione. Purché sia serena.
Altro non posso aggiungere. Non mi avevate chiesto un’omelia ma delle indicazioni vero?
Guido Bottazzo, vicepresidente.
P.S. In allegato la classica news letter (per la gioia del mio e vostro segretario)
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| news_letter_10.08[1].doc | 33 KB |
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