Difesa n. 04 (27 gennaio 2008)

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"Sei con noi Don Bosco", pubblicazione fresca di stampa della collana "NOI Book" sulle sfide educative giovanili
L’attualità di san Giovanni Bosco
A 120 anni dalla morte, un pensiero ancora ricco di riflessioni

A 120 anni dalla sua scomparsa, san Giovanni Bosco resta una delle figure di riferimento per chi, all’interno della chiesa, si occupa di pastorale giovanile. In occasione del 31 gennaio, festa dedicata al santo di Valdocco (Torino), Noi associazione ha deciso di dare alle stampe Sei con noi don Bosco, diciottesimo volume della collana “Noi book”. La pubblicazione, curata da don Gianantonio Urbani, presidente di Noi Vicenza e di Noi Veneto, raccoglie sei diversi contributi dedicati alla figura del sacerdote piemontese, propone alcuni estratti dei suoi scritti, presenta giochi ispirati all’insegnamento di don Bosco. «Il convegno ecclesiale di Verona di ottobre 2006 – spiega il curatore – ha ribadito l’importanza delle strutture della comunità adibite al tempo libero, alla festa e alla possibilità di comunicare il proprio essere dono gli uni per gli altri. Oratori e patronati sono luoghi importanti dove sperimentare la bellezza delle relazioni, spazi preziosi per la crescita e la formazione. Il nuovo volume è frutto del desiderio di Noi associazione di rispondere con competenza e generosità alle sfide educative e di annuncio del vangelo che ci vengono proposte». Sempre secondo don Urbani è importante che la lezione di don Bosco sia conosciuta e studiata non soltanto negli ambienti salesiani, ma in tutte le comunità ecclesiali. Uno dei più grandi insegnamenti che ha lasciato don Bosco per il presidente di Noi Veneto: «È la concezione dell’oratorio e del patronato come luogo espressione della chiesa locale e caratterizzato dall’apertura al territorio». Il sacerdote di Valdocco ha aperto le porte del suo “patronato” a tanti ragazzi difficili, a tanti adolescenti senza punti di riferimento che vivevano al di sopra delle regole e che non avevano attorno a loro adulti significativi in grado di aiutarli a trovare il senso della vita. «Un messaggio di grande attualità, che può risultare prezioso per molti dei nostri circoli e oratori. Gli educatori che operano nei centri parrocchiali devono avere a cuore anche quei giovani che non partecipano alla messa e non frequentano i gruppi. Bisogna trovare le strade e gli strumenti per raggiungere anche “i ragazzi del muretto”, i gruppi informali che si trovano nelle strade e nelle piazze e che in genere “girano alla larga” dal patronato. Certo, si tratta di una sfida difficile: la lezione di don Bosco in questo senso può rivelarsi davvero utile». Fra i capisaldi del pensiero del sacerdote, anche il valore degli interventi di prevenzione: don Bosco si impegnò molto a contrastare l’abbandono scolastico proprio perché lo riteneva uno dei fattori che favorivano comportamenti devianti fra i ragazzi. Il centro parrocchiale, oltre al luogo dedicato al gioco, era anche uno spazio in cui si elaborava un pensiero sociale. «Importante e spesso dimenticato – spiega don Urbani – anche l’impegno di don Bosco nel campo del lavoro. Il sacerdote torinese ha insistito molto sulla necessità di dare ai ragazzi un salario dignitoso e non ha esitato ha denunciare fenomeni di sfruttamento». Il collante di tutte le attività era la preghiera. «Lo stile che invece caratterizzava il suo “essere con i giovani” era quello dell’amorevolezza. Don Bosco era convinto che ogni ragazzo, anche quello che si trovava nella situazione più disperata, potesse essere in grado di prendere in mano la propria vita. Perché amava tutti i giovani che incontrava».

CASELLE DI SELVAZZANO: Centro parrocchiale aperto al territorio

Il circolo Noi di Caselle di Selvazzano è dedicato a san Giovanni Bosco. Giovedì 31 gennaio, festa del santo dei giovani, la comunità parrocchiale si stringerà attorno alla sua figura, che sarà ricordata con una celebrazione. Se nell’oratorio di Valdocco i ragazzi trovavano anche la possibilità di studiare, anche il centro parrocchiale di Caselle è da tempo un luogo di formazione. Da circa due anni, in attesa della conclusione dei lavori di ampliamento del liceo Galilei, alcune classi dell’istituto sono ospitate nei locali del patronato. «Abbiamo dato volentieri la disponibilità degli spazi, che altrimenti al mattino sarebbero rimasti vuoti – spiega il vicario parrocchiale don Mattia Bezze – L’apertura del patronato in orario mattutino richiede uno sforzo aggiuntivo da parte dei volontari, che si alternano dietro al bancone del bar». La vita del centro parrocchiale è scandita anche da alcuni appuntamenti fissi durante l’anno: dalla festa di carnevale a quella dell’Epifania, dalla castagnata autunnale alla festa di Capodanno. Se al mattino ospita gli studenti delle scuole, la sera il patronato apre le sue sale a società sportive locali che organizzano corsi di danza e di ballo. Così come in molte altre realtà, anche a Caselle di Selvazzano si vive la difficoltà di coinvolgere i giovani nelle attività del centro parrocchiale. Un altro fronte su cui il direttivo intende impegnarsi è quello della formazione: «Fino a ora – conclude don Bezze – abbiamo organizzato quasi esclusivamente attività ricreative. Stiamo però pensando

Al centro la pastorale del cortile
Il volume "NOI Book 18" affronta temi fondamentali per chi opera all'interno dei patronati

Il primo contributo raccolto nel “Noi book” fresco di stampa Sei con noi don Bosco è affidato a suor Franca Lapo, suora salesiana in servizio a Vicenza nell’oratorio di Valdagno. Don Gianantonio Urbani, presidente Noi Veneto, propone poi una riflessione a tema “I santi in oratorio oggi”. Don Mihovil Kurkut, salesiano sloveno in servizio a Schio ha curato il capitoletto dedicato al tema della spiritualità del cortile. Alla psicologa Irene Baio è stata affidata una riflessione sulla pedagogia del gioco, mentre don Matteo Zilio, consigliere spirituale di Noi Vicenza ed educatore del seminario, si è cimentato con il tema “Pregare in oratorio”. “Noi book 18” è stato realizzato anche con la collaborazione di don Giuliano Panciera, come don Zilio educatore del seminario di Vicenza. «Abbiamo chiesto il contributo di due sacerdoti in servizio in seminario – spiega don Urbani – perché siamo convinti sia importante creare delle occasioni di scambio fra le realtà dei nostri circoli e i luoghi di formazione dei futuri presbiteri. È fondamentale che nella formazione di ogni seminarista ci sia spazio anche per la pastorale dell’oratorio: una delle prime sfide che in genere i sacerdoti novelli si trovano ad affrontare è proprio quella della gestione del centro parrocchiale». La nuova pubblicazione è il frutto di un lavoro che il comitato territoriale di Vicenza porta avanti già da alcuni anni: in gennaio tradizionalmente viene pubblicato un omaggio del comitato alla figura di don Bosco. Quest’anno l’associazione ha deciso di valorizzare il lavoro di riflessione e approfondimento maturato all’interno del comitato di Vicenza, decidendo la pubblicazione di un volumetto, con una distribuzione su scala nazionale. “Noi book 18” è ora disponibile presso la segreteria territoriale di Noi associazione. Le pubblicazioni della collana “Noi book”, edita da Noi associazione, sono dedicate agli argomenti più diversi. Se alcuni opuscoletti contengono indicazioni pratiche relative alla burocrazia e agli adempimenti che accompagnano la gestione dei centri parrocchiali, altri offrono spunti di riflessioni su temi che toccano da vicino la vita nei patronati. Qualche esempio. “Noi book 2” è dedicato alle modalità di gestione delle case per ferie parrocchiali, “Noi book 4” illustra il progetto tirocinio che ha permesso a decine di studenti di svolgere un periodo di formazione all’interno dei patronati, mentre “Noi book 7” affronta il tema dei grest come spazi di integrazione delle diversità. Molto richiesto il nono volume della collana, tutto dedicato al tema dei minori stranieri in oratorio. “Noi book 13”, diviso in tre distinti volumetti, offre numerosi spunti di riflessione relativi ai temi affrontati durante il convegno ecclesiale di Verona.

“Di generazione in generazione”, a breve i vincitori

Conto alla rovescia verso la premiazione finale del progetto “Di generazione in generazione”, promosso da Avis Veneto, Avis Padova, Noi associazione e fondazione Opera Immacolata concezione (Oic) per avvicinare gli ospiti delle residenze per anziani ai bambini e ragazzi delle parrocchie. Nei giorni scorsi gli elaborati dei giovani partecipanti sono stati sottoposti alla giuria. Trecento in totale i partecipanti, provenienti dalle province di Padova, Treviso, Vicenza e Venezia. Nelle residenze per anziani della fondazione Oic hanno avuto modo di incontrare dei nuovi amici. Oltre che dai circoli Noi e da altri gruppi parrocchiali, adesioni sono poi arrivate anche da alcune scuole elementari e medie e da famiglie che hanno voluto partecipare singolarmente. Dopo il primo incontro, organizzato grazie “Di generazione in generazione”, la maggioranza dei gruppi di bambini ha deciso di attivarsi per continuare a coltivare le relazioni instaurate con i loro nuovi “nonni adottivi”. La giuria sta ora valutando gli elaborati: quelli ritenuti più significativi saranno pubblicati in un’edizione dedicata. L’associazione Avis, inoltre, mette a disposizione un premio speciale per la parrocchia, la scuola o il gruppo che ha aderito con il maggior numero di partecipanti. Per maggiori informazioni: www.avisveneto.it www.noipadova.it www.saporidisociale.it oppure www.oiconlus.it

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