L'invito che viene rivolto a tutte le parrocchie della diocesi è al contempo semplice e innovativo: l'ufficio diocesano chiede di creare un angolo culturale in ogni patronato, un piccolo spazio a disposizione di quanti vogliono avvicinare la proposta dei nuovi stili di vita. Un semplice espositore, dove collocare materiale informativo su temi come il consumo critico e il commercio equo e solidale, la sobrietà felice, la finanza etica, la democrazia partecipativa, la salvaguardia del creato. Qualche libro, le riviste attente a queste tematiche e le agili miniguide al consumo critico sono gli ingredienti della proposta. Un'iniziativa che, come spiega il coordinatore del progetto padre Adriano Sella, mira a fare del bar del patronato «un luogo culturale, uno spazio di aggregazione in cui trasmettere informazioni e messaggi ». Per promuovere il nuovo progetto l'ufficio diocesano conta nella collaborazione di circoli e parrocchie: «La presenza dell'espositore – spiega padre Sella – già di per sé preziosa va accompagnata con dibattiti e conferenze dedicati ai temi via via presentati nell'angolo "nuovi stili di vita"». Non solo: ogni due mesi l'ufficio diocesano proporrà l'approfondimento di un tema diverso. Via e-mail farà pervenire ai singoli circoli che aderiscono all'iniziativa un documento con alcuni spunti di riflessione e alcune proposte di impegno concreto. L'iniziativa è già partita, con la collaborazione delle Acli, in via sperimentale, in quattro centri parrocchiali: Camin, Cazzago, Sant'Agostino di Albignasego e Santa Teresa alla Guizza. Se in agosto e settembre la proposta di approfondimento ha riguardato il consumo critico, in ottobre e novembre al centro dell'attenzione è stato posto il tema della salvaguardia del creato. Dicembre e gennaio sono dedicati all'approfondimento delle relazioni umane: gli spunti di riflessione sono affiancati da alcune proposte semplici, alla portata di tutti. Così, per esempio, si chiede alle famiglie di impegnarsi a preparare insieme il pane: un'occasione per trascorrere qualche ora di serenità fra le mura domestiche, gustando il sapore delle antiche tradizioni, la gioia dello stare assieme e del realizzare qualcosa con le proprie mani. «La proposta – spiega padre Sella – non investe solo l'ambito dei consumi, come comunemente si è portati a pensare. Scegliere un nuovo stile di vita non è una decisione estemporanea: la ricerca di nuovi rapporti con le cose, le persone e la natura richiede un impegno costante. Adottare un nuovo stile di vita significa modificare la propria vita feriale mediante azioni e scelte quotidiane che rendono possibili cambiamenti, partendo dal livello personale per passare necessariamente a quello comunitario». La proposta dell'ufficio diocesano incontra il sostegno del comitato territoriale di Noi associazione. «È un'iniziativa importante, che va incoraggiata – spiega il vicepresidente Guido Bottazzo – È importante che i nostri centri parrocchiali diventino sempre più un luogo di riflessione ed elaborazione culturale. Perché la proposta abbia successo è necessario un coinvolgimento attivo dei circoli: si tratta di un'iniziativa nuova e come tale ci vorrà un po' di tempo prima che venga compresa e recepita dalle realtà di base». Proprio per diffondere la conoscenza e la sensibilità verso l'iniziativa dell'angolo dei nuovi stili di vita, già si sta pensando di organizzare alcuni incontri nei vicariati.