Difesa n.01 (7 gennaio 2007)

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NUOVI STILI DI VITA - L'iniziativa della pastorale sociale e del lavoro avvicina ad abitudini alternative nella gestione del tempo e delle risorse
In patronato "cambio vita"
La proposta culturale è già stata avviata da quattro centri della diocesi

L'invito che viene rivolto a tutte le parrocchie della diocesi è al contempo semplice e innovativo: l'ufficio diocesano chiede di creare un angolo culturale in ogni patronato, un piccolo spazio a disposizione di quanti vogliono avvicinare la proposta dei nuovi stili di vita. Un semplice espositore, dove collocare materiale informativo su temi come il consumo critico e il commercio equo e solidale, la sobrietà felice, la finanza etica, la democrazia partecipativa, la salvaguardia del creato. Qualche libro, le riviste attente a queste tematiche e le agili miniguide al consumo critico sono gli ingredienti della proposta. Un'iniziativa che, come spiega il coordinatore del progetto padre Adriano Sella, mira a fare del bar del patronato «un luogo culturale, uno spazio di aggregazione in cui trasmettere informazioni e messaggi ». Per promuovere il nuovo progetto l'ufficio diocesano conta nella collaborazione di circoli e parrocchie: «La presenza dell'espositore – spiega padre Sella – già di per sé preziosa va accompagnata con dibattiti e conferenze dedicati ai temi via via presentati nell'angolo "nuovi stili di vita"». Non solo: ogni due mesi l'ufficio diocesano proporrà l'approfondimento di un tema diverso. Via e-mail farà pervenire ai singoli circoli che aderiscono all'iniziativa un documento con alcuni spunti di riflessione e alcune proposte di impegno concreto. L'iniziativa è già partita, con la collaborazione delle Acli, in via sperimentale, in quattro centri parrocchiali: Camin, Cazzago, Sant'Agostino di Albignasego e Santa Teresa alla Guizza. Se in agosto e settembre la proposta di approfondimento ha riguardato il consumo critico, in ottobre e novembre al centro dell'attenzione è stato posto il tema della salvaguardia del creato. Dicembre e gennaio sono dedicati all'approfondimento delle relazioni umane: gli spunti di riflessione sono affiancati da alcune proposte semplici, alla portata di tutti. Così, per esempio, si chiede alle famiglie di impegnarsi a preparare insieme il pane: un'occasione per trascorrere qualche ora di serenità fra le mura domestiche, gustando il sapore delle antiche tradizioni, la gioia dello stare assieme e del realizzare qualcosa con le proprie mani. «La proposta – spiega padre Sella – non investe solo l'ambito dei consumi, come comunemente si è portati a pensare. Scegliere un nuovo stile di vita non è una decisione estemporanea: la ricerca di nuovi rapporti con le cose, le persone e la natura richiede un impegno costante. Adottare un nuovo stile di vita significa modificare la propria vita feriale mediante azioni e scelte quotidiane che rendono possibili cambiamenti, partendo dal livello personale per passare necessariamente a quello comunitario». La proposta dell'ufficio diocesano incontra il sostegno del comitato territoriale di Noi associazione. «È un'iniziativa importante, che va incoraggiata – spiega il vicepresidente Guido Bottazzo – È importante che i nostri centri parrocchiali diventino sempre più un luogo di riflessione ed elaborazione culturale. Perché la proposta abbia successo è necessario un coinvolgimento attivo dei circoli: si tratta di un'iniziativa nuova e come tale ci vorrà un po' di tempo prima che venga compresa e recepita dalle realtà di base». Proprio per diffondere la conoscenza e la sensibilità verso l'iniziativa dell'angolo dei nuovi stili di vita, già si sta pensando di organizzare alcuni incontri nei vicariati.

Roberta Voltan
A MASERÀ - L'angolo sui nuovi stili di vita partirà a breve e intende "mettere radici"

Fra i nuovi circoli che si sono avvicinati alla proposta dell'angolo nuovi stili di vita c'è anche il circolo di Maserà, affiliato a Noi associazione. La bacheca e l'espositore faranno la loro comparsa in patronato già nei prossimi giorni. «Già da alcuni anni – racconta Fabio Crosta, referente del progetto – siamo impegnati nella diffusione della proposta del commercio equo e solidale: non ci interessa tanto "vendere i prodotti", quanto piuttosto far conoscere i valori e i principi alla base di questa forma di commercio rispettosa della dignità umana e dei diritti dei produttori del Sud del mondo». Le iniziative di sensibilizzazione verso l'offerta del commercio equo hanno creato il terreno fertile per poter avviare la proposta dell'angolo dedicato ai nuovi stili di vita. «Abbiamo già organizzato un incontro con padre Adriano Sella, che ci ha illustrato gli obiettivi e le finalità del progetto. Siamo davvero convinti che si tratti di un'iniziativa valida e vogliamo sostenerla organizzando un ciclo di incontri e dibattiti: la proposta della bacheca e dell'espositore rischiano di non "colpire nel segno" se non sono accompagnate da iniziative di sensibilizzazione». Nei giorni scorsi Crosta e gli altri volontari impegnati nel progetto si sono impegnati a far conoscere a tutta la parrocchia le finalità dell'iniziativa. «Eravamo pronti a partire già nelle scorse settimane, ma abbiamo preferito attendere. Non vogliamo che il progetto nasca soltanto dall'iniziativa e dall'entusiasmo di un piccolo gruppo di persone: l'angolo dedicato ai nuovi stili di vita deve essere una proposta condivisa e "presa in carico" da tutta la comunità. Solo in questo modo il progetto può crescere e portare i risultati sperati».

A Santa Giustina in Colle un incontro di "Sapere e sapori di sociale" ha evidenziato un problema comune
La difficoltà di coinvolgere i giovani

Nei giorni scorsi un incontro promosso a Santa Giustina in Colle ha riunito attorno a uno stesso tavolo i referenti di alcuni circoli Noi del territorio dell'Alta Padovana, i referenti del settore giovani dell'Azione Cattolica dei vicariati di Vigodarzere e San Giorgio delle Pertiche e gli educatori del servizio di promozione al benessere dell'Ulss 15. L'incontro è stato organizzato nell'ambito del progetto "Sapere e sapori di sociale": l'iniziativa, avviata dal centro padovano della comunicazione sociale grazie a un finanziamento regionale, si propone di avvicinare i giovani alle tante proposte delle aziende sociosanitarie locali e delle realtà del non profit. La serata a Santa Giustina in Colle ha offerto una preziosa occasione di confronto e di scambio a operatori e volontari impegnati in realtà diverse. Gli educatori dell'Ulss hanno descritto alcune fra le attività in cui sono impegnati: gli spazi di ascolto per adolescenti, i centri ricreativi aperti, il progetto sulla partecipazione attiva nelle scuole superiori in collaborazione con il Csv (centro servizi per il volontariato), la formazione degli educatori dei centri estivi e degli insegnanti della scuola materna. Si è poi aperto un vivace dibattito. Sandra Tommasello e Fiorella Zaramella, referenti del circolo Noi di Villa del Conte, hanno "provocato" le educatrici dell'Ulss sul fatto che in alcuni casi la conoscenza nel territorio delle proposte attivate dall'azienda sociosanitaria è piuttosto scarsa. Dall'altra parte, le educatrici hanno raccontato la loro "fatica" nel dialogo con le parrocchie: gli incontri con i parroci non hanno sempre prodotto i frutti sperati. Ne è nata una discussione vivace e interessante. Si è poi riflettuto sul fatto che i giovani non conoscono le proposte offerte: gli educatori dell'Ulss hanno spiegato che ci sono bandi di finanziamenti a progetti per giovani che vanno deserti. Durante l'incontro è emersa anche una pista di lavoro concreta: nei prossimi mesi partirà l'iter per la stesura dei nuovi piani di zona, i documenti di programmazione che disegneranno le linee degli interventi sociali nei prossimi tre anni. Mariella Murru, responsabile del servizio di promozione al benessere dell'Ulss 15, ha invitato i rappresentanti delle parrocchie a collaborare con l'Ulss già in questa fase, per poter inserire nei nuovi piani di zona dei progetti che coinvolgano le comunità ecclesiali.

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