Difesa n.08 (24 febbraio 2009)

09-DIF08.gif
I 7 CIRCOLI NOI DEL VICARIATO DI VIGODARZERE SI SONO UNITI PERCHÉ IL PATRONATO SIA «IL LUOGO CHE INSEGNA LA VITA»
Nasce il coordinamento vicariale
Problemi del territorio e orizzonti d’azione si affrontano insieme

La chiave del successo è mettersi in rete, migliorarsi facendo squadra. Tanto in economia quanto in oratorio. L’hanno capito i centri parrocchiali del vicariato di Vigodarzere dando vita a un progetto di collaborazioni e partecipazione condivisa per crescere come singoli attraverso il lavoro in sinergia. Membri del coordinamento sono tutti i vicepresidenti dei circoli Noi e con loro i parroci. Nel primo incontro sono emersi i problemi che toccano tutti i circoli del territorio. Il vicariato di Vigodarzere, composto da sette parrocchie della cintura urbana (Cadoneghe, Meianiga, Reschigliano, Saletto, San Bonaventura, Terraglione, Vigodarzere), è in forte crescita demografica, con nuove famiglie che vi si stabiliscono.

Tasti dolenti emersi sono un sensibile calo del volontariato, la difficoltà di promuovere il tesseramento, la chiusura dei circoli al nuovo, la disunione tra gruppi parrocchiali, la presenza giovanile, la formazione del direttivo di ogni circolo. «Tante attività comuni – spiega don Giancarlo Cantarello, vicario foraneo – sono in atto da tempo nel nostro vicariato e tra parrocchie. Da sempre ci sono incontri di spiritualità per i giovanissimi, la festa della pace per l’Acr, le celebrazioni penitenziali che raccolgono i giovani del vicariato nella chiesa di Terraglione. Cerchiamo di mettere assieme tutta la pastorale giovanile. Sono in vicariato da sei anni – continua don Cantarello – ed è la prima volta che i responsabili dei vari circoli si incontrano, dialogano, mettono in comune i vari problemi. Mi sembra sia una cosa molto positiva. Anche se i circoli stanno affrontando delle difficoltà, possono trovare assieme le soluzioni». In questa pagina raccogliamo le testimonianze dei protagonisti della nascita del coordinamento vicariale di Vigodarzere.

Chiara Bertato
FABIO BROCCA
Un lavoro a cerchi concentrici

«Il coordinamento dei centri parrocchiali del nostro vicariato – spiega Fabio Brocca, vicepresidente del circolo di Saletto e rappresentante territoriale in assemblea nazionale di Noi associazione – nasce da un’idea che avevo da tanto tempo perché credo sia importante conoscersi e unire le forze. Abbiamo creato questo coordinamento per conoscerci tra circoli e condividere delle attività. Se io organizzo un’attività e la faccio conoscere, innanzitutto vengono più persone, e poi le idee ed energie di un gruppo possono essere messe a diposizione di altri. In particolare abbiamo evidenziato come sia necessario capire bene cos’è il centro parrocchiale perché spesso si ha la sensazione che non ci sia un’idea chiara e condivisa». C’è la volontà di trovarsi e condividere i possibili orizzonti d’azione per rispondere ai problemi di estrema attualità che il territorio di Vigodarzere si trova ad affrontare, come la forte crescita demografica e il calo sensibile del vicariato. Il primo passo del coordinamento sarà stilare un calendario che riporti tutte le attività dei circoli del vicariato. Da qui il secondo obiettivo è organizzare un’attività che coinvolga tutti e sette i centri parrocchiali. Una prima soddisfazione di certo è poter condividere sensibilità e obiettivi, unire le energie per lavorare con maggior profitto.

La nascita del coordinamento è stata favorita anche dal fatto che tutti i centri parrocchiali del vicariato sono affiliati all’associazione Noi. «Quello che ci aiuta – aggiunge Brocca – è la presenza di circoli con una forte tradizione e un gruppo di volontari che hanno tutti all’incirca la stessa età e sono relativamente giovani ». Il sogno è che questa esperienza venga estesa a tutti i vicariati e di conseguenza alla diocesi intera. « Si tratta – conclude il vice presidente Noi – di un lavoro a cerchi concentrici che ci permette di tornare a gustare l’oratorio senza il peso del “bisogna” o “devo”, ma con il piacere di divertirsi ed essere capaci di rinnovarsi e aprirsi al nuovo. Il patronato del resto è un luo- go che “insegna la vita”: oltre all’educazione cristiana permette di acquisire delle competenze. Lavorare in gruppo, progettare e organizzare qualcosa crea delle abilità e professionalità che sono spendibili anche in altri campi».

Fuori di noi su Bluradio

«In oratorio ci si può baciare?» «Come scappare dal don infuriato?» «A Carnevale mi travesto da…». Questo è solo un assaggio delle pillole radiofoniche che raccontano i nostri centri parrocchiali attraverso la voce dei più piccoli. Per sentire le risposte scanzonate dei ragazzi non perdete le puntate di Fuori di Noi, in onda ogni venerdì dalle 19 e domenica mattina alle 9 su Bluradio Veneto (fm 88.700), o sul sito www.noitreviso.it

E L I O S A R D E N A
Voglia di mettere insieme le forze

Elio Sardena è rappresentante del vicariato di Vigodarzere nel consiglio pastorale diocesano. Dal suo privilegiato punto di vista offre una particolare prospettiva sul coordinamento dei circoli Noi e sul suo vicariato. Come spiegare la differenza tra il patronato di ieri e il centro parrocchiale di oggi? «Il patronato di una volta era un luogo soprattutto per i giovani, dove si incontravano i ragazzi, si facevano attività formative e ricreative per loro. Oggi, secondo il mio punto di vista, il centro parrocchiale è diventato una struttura intermedia tra la chiesa e il mondo, tra la liturgia e la vita di tutti i giorni. L’oratorio è il luogo privilegiato della vita della chiesa. Un ambiente in cui molte realtà si incontrano, dagli adulti, agli anziani e bambini, a famiglie e associazioni». Il coordinamento dei circoli Noi del vicariato di Vigodarzere è un’iniziativa nata dal basso. Come spiegare questa pulsione? «Un tempo, il patronato era una cosa molto più legata alla parrocchia, non si faceva conto sul territorio, ogni parrocchia si organizzava nel miglior modo possibile. Adesso si è sentita l’esigenza di ampliare il raggio e cercare il coordinamento. Tutto nasce come spinta dal basso: è stata per noi una piacevole sorpresa che indica la voglia diffusa di mettere insieme le forze. Anche per altre attività, come la Caritas, le missioni, abbiamo sentito la necessità di coordinarci e cercare strategie per uniformare gli interventi sul territorio. Dobbiamo continuare a lavorare, sensibilizzando le varie realtà parrocchiali a questa dimensione vicariale. Un grosso aiuto lo ha già dato l’Azione cattolica e il suo contributo continua a tutt’oggi. Nelle altre realtà stiamo muovendo oggi i primi passi. Sono convinto che tutte le cose messe in cantiere troveranno poi risposte molto positive, ci vuole però tempo e pazienza. Dobbiamo essere costanti e continuare a coltivare questo terreno di condivisione ».

F A B I O PA S Q U A L E T T O
Più valore negli eventi condivisi

Uno dei circoli coinvolti nel coordinamento vicariale è Meianiga. «L’oratorio – spiega Fabio Pasquetto, presidente del circolo Noi – ha una funzione fondamentale in quanto è punto di congiunzione tra tutte le realtà della parrocchia, che qui trovano lo spazio per esprimersi, e di tutti i collaboratori disponibili a sostenere le varie iniziative. Penso al catechismo, ai gruppi giovanili e missionari, all’associazione Mano amica. Stiamo pensando inoltre di attivare un gruppo della terza età». Quale potenziale nei nostri patronati per rendere “attraente” la chiesa? «Il centro parrocchiale è il contatto diretto con tutta la comunità. Noi ci stiamo impegnando per creare una realtà fatta di persone che collaborano tra di loro cercando di realizzare un obiettivo comune secondo i principi evangelici». Da presidente del circolo, quali sono le sue principali preoccupazioni? «Il circolo di Meianiga è da poco transitato all’interno dell’associazione Noi, a seguito di un rinnovamento totale delle strutture. Una riorganizzazione generale che lascia il segno anche dal punto di vista economico. Questa è una prima preoccupazione, oltre naturalmente a mantenere vivo l’interesse e il coinvolgimento di tutta la comunità per le attività parrocchiali e del circolo. Cerchiamo sempre di aggregare più persone possibili». Come e in cosa potrà aiutarvi il coordinamento dei circoli Noi del vicariato? «Il maggior coinvolgimento dei centri parrocchiali nelle varie iniziative ci aiuterà a dare maggiore visibilità alle iniziative di ciascuno, in modo tale che non rimangano eventi circoscritti ma qualcosa di condiviso. Con il coordinamento vogliamo mostrare alla comunità esterna che ci sono forze ed entusiasmo nel realizzare le varie iniziative». Un sogno per il circolo di Meianiga? «Di avere sempre maggior spazio per i giovani e dedicare loro più attenzione. Oltre a garantire sempre spazio per la collettività tutta. A livello vicariale, ci piacerebbe creare un evento che coinvolga tutte le sette parrocchie ».

AllegatoDimensione
PAG11DIF08.pdf819.34 KB