Difesa n.14 (8 aprile 2008)

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Scelta nata dal desiderio di far incontrare le generazioni in una struttura che abbia sempre più il sapore di famiglia
Anche Peraga ha il suo circolo Noi
Per valorizzare il patronato, luogo nevralgico per la comunità

Aria di novità a Peraga di Vigonza: il centro parrocchiale Santi Vincenzo e Anastasio ha da poco deciso di affiliarsi a Noi associazione. Una scelta nata dall’esigenza di una ventina di persone appartenenti alla comunità di Peraga «di dedicare un po’ del proprio tempo – spiega Mariagrazia Bissardella, segretaria del circolo Noi di Peraga – per far riscoprire l’importanza della struttura come un bene che appartiene a tutta la comunità, luogo di incontro, condivisione tra coetanei e tra diverse generazioni. La parola chiave che nell’esperienza associativa e di comunità abbiamo scelto come cammino formativo è famiglia». Tutte le realtà infatti si snodano attorno a questa importante figura che esprime bene l’unità di una comunità che intende crescere in comunione con Cristo e con gli uomini. «Il centro parrocchiale – sottolinea Enrico Stivanello, presidente del circolo – è stato ristrutturato nel 2002 per dare uno spazio maggiore ai gruppi attivi in parrocchia. All’interno del patronato ci sono sale a disposizione dei parrocchiani per le attività di gruppo, per le riunioni, per il catechismo, ma vengono utilizzate anche per feste o servizi sociali che coinvolgono tutta la parrocchia». Quali sono le attività in programma per i prossimi mesi? «Stiamo organizzando tornei di calcetto, basket e pallavolo per grandi e piccoli, un weekend dedicato ai giovani e alla musica – spiega Mariagrazia Bissardella – Le idee e la voglia di fare non mancano ». Quali le attività formative? «Il centro parrocchiale è un vero e proprio crocevia di strade. Sotto lo stesso tetto infatti trovano spazio molti gruppi: si va dalla catechesi alle corali di giovani e giovani adulti, all’Azione cattolica che da qualche anno ha ripreso, con uno slancio vitale, le proprie attività formative. Si è da poco costituito anche il gruppo famiglie che ha al suo interno i genitori dei ragazzi dell’Acr e che si incontra con cadenza mensile. Vorrei ricordare anche i “campi di vita” tenuti nella casa per ferie a Caralte, frazione di Perarolo di Cadore, che si propongono di far riscoprire il vivere assieme ad altri con libertà, responsabilità e rispetto reciproco. Nella nostra comunità parrocchiale è presente inoltre l’associazione di volontariato Il Mosaico nata con lo scopo di stare accanto agli anziani, attraverso visite periodiche agli ammalati del paese e momenti di festa per la terza età. A maggio compie un anno il centro sportivo tanto voluto dai giovani e dal parroco don Pietro Baldan che la comunità ha deciso di dedicare a Giovanni Paolo II». Com’è la realtà giovanile in parrocchia? «Molto bella. L’entusiasmo e la volontà dei giovani hanno coinvolto e contagiato gli adulti dando un’aria di novità. Il risultato è il piacere di incontrarsi, crescere e condividere le varie esperienze sempre nel rispetto di ogni persona e del suo operato». Esiste una collaborazione con l’amministrazione comunale? «Sì – sottolinea il presidente Enrico Stivanello – soprattutto nell’organizzazione della rievocazione storica medievale, iniziata nel 2000 e che si pone come obiettivo la riscoperta della nostra storia locale e, soprattutto, della figura del beato Bonaventura da Peraga». Quali sono le difficoltà che incontrate? «Come in tutte le parrocchie le fatiche non mancano – conclude Mariagrazia Bissardella – È anche per questo che si è avvertita la necessità di riorganizzare il centro parrocchiale in modo che diventasse un vero e proprio supporto a tutte le realtà già esistenti e operanti per la loro promozione e per un coordinamento più efficace. Il nostro auspicio è, affiancati dal nascente consiglio pastorale parrocchiale, di riuscire veramente camminare gli uni al fianco degli altri per una comunità ancor più familiare».

Paola Zapolla
A Mejaniga il circolo Noi da poco affiliato concentra l'impegno
I giovani al centro

A Mejaniga gli spazi del centro parrocchiale stanno cambiando fisionomia per far fronte alle nuove esigenze della parrocchia: in costruzione una struttura nuova di zecca per avere spazi maggiori e dare un’offerta di incontro migliore, anche grazie al sostegno del circolo Noi Sant’Antonino. Com’è nata la scelta di affiliarsi a Noi associazione? «Abbiamo contattato alcune persone che stavano già vivendo questa esperienza – spiega Fabio Pasquetto, presidente del circolo Noi di fresca affiliazione – Ci siamo confrontati in parrocchia e ci sono piaciute le finalità dello statuto: gli obiettivi dell’associazione erano molto vicini a quello che stavamo vivendo come realtà locale. Di qui all’associarsi il passo è stato breve ». Su quali attività vi state principalmente impegnando? «Stiamo organizzando una serie di progetti indirizzati principalmente ai ragazzi, ai giovani e alla famiglia per creare momenti di aggregazione, di festa. Nella nostra comunità sono presenti i gruppi giovani, coppie, fidanzati, i gruppi di ascolto e quello missionario e non mancano anche tre cori molto importanti per l’animazione liturgica». Cosa vi ha colpito di più di questa esperienza appena iniziata? «Come in tutte le cose, quando sono nuove, ci si mette tanto entusiasmo. Abbiamo da poco costituito il direttivo del patronato in cui la presenza giovanile è molto significativa. Il lavoro che svolgiamo viene portato avanti in stretta sinergia con il parroco e con tutti i membri della comunità. Vogliamo creare un luogo di aggregazione giovanile sicuro, un punto di ritrovo in cui i giovani possano incontrare persone disposte ad ascoltarli, a condividere qualche momento con loro e, nello stesso tempo, pronte a fare anche un percorso formativo assieme a loro. Penso, ad esempio, agli adulti che prestano il loro servizio al bar. Sono le prime persone che vengono a contatto con i ragazzi, che avvertono le loro esigenze: hanno quindi una funzione educativa molto importante e da valorizzare». Un desiderio per questo nuovo centro. «Il più grande è che sempre più persone, adulti, genitori, nonni, abbiano voglia di mettersi in gioco con noi, di spendere un po’ del loro tempo per i nostri ragazzi». Quante sono in media le persone che frequentano il centro parrocchiale? «Ci sono adulti che offrono il loro servizio nella catechesi e nell’animazione missionaria, altri ancora che collaborano nella gestione del bar, altri che si rendono disponibili per organizzare la sagra. C’è anche un insegnante in pensione che si è proposto di aiutare i ragazzi nello studio. Manca però la fascia giovanile. Spero che in futuro i giovani vedano nel centro parrocchiale un punto di riferimento in cui divertirsi in modo sano». Il gruppo missionario è poi molto attivo? «È formato principalmente da pensionate, sempre in prima fila per dare una mano a organizzare iniziative per la comunità. I fondi raccolti sono poi destinati per costruire dei pozzi in una missione in Kenya». Tante iniziative e tanta voglia di fare, affinché il centro parrocchiale diventi sempre più un luogo dove ci sia svago, ricreazione, incontro, ma anche offra una formazione cristiana sempre più completa.

All'ordine del giorno presentazione del bilancio preventivo
Il 19 assemblea nazionale

È fissata per il prossimo 19 aprile a Verona l’assemblea nazionale di Noi associazione, appuntamento destinato ai comitati regionali, territoriali e ai delegati eletti da ciascun comitato. All’ordine del giorno la presentazione del bilancio: l’incontro darà l’occasione per valutare il lavoro svolto negli ultimi mesi e per tracciare le linee guida delle attività che vedranno impegnata l’associazione in futuro. Per il comitato territoriale di Padova gli eletti all’assemblea dello scorso 30 novembre, che rappresenteranno i 171 circoli e 35.463 tesserati, sono don Sandro Stefani, presidente nazionale e territoriale di Noi Padova, Guido Bottazzo, coordinatore servizio diocesano centri parrocchiali e vicepresidente Noi Padova, Davide Polito, segretario del comitato territoriale di Noi Padova, Roberta Malipiero, membro del consiglio direttivo territoriale, don Claudio Michelotto, parroco di Santa Rita (vicariato di San Prosdocimo) e membro del consiglio direttivo territoriale, don Renato Pilotto, coparroco dell’unità pastorale di Sant’Urbano Balduina, Ca’ Morosini e Carmignano (vicariato di Villa Estense Stanghella) e membro del consiglio direttivo territoriale, Anna Panizzolo del circolo di Selvazzano Dentro (vicariato di Selvazzano), Pierpaolo Turcato del circolo di San Marco di Camposampiero (vicariato di San Giorgio delle Pertiche), Serenella Bonetto del circolo di Reschigliano (vicariato di Vigodarzere) e membro del consiglio direttivo territoriale, Fabio Brocca del circolo di Saletto di Vigodarzere (vicariato di Vigodarzere), Lorenzo Chiapperini del circolo di Vigodarzere (vicariato di Vigodarezere), Antonio Bada del circolo di Saccolongo (vicariato di Selvazzano) ed Enzo Gottardo del circolo di Stra (vicariato di Vigonovo). L’appuntamento del bilancio coinvolge anche tutti i comitati territoriali: entro la fine di aprile ciascun comitato incontrerà i referenti dei circoli per presentare i contenuti del documento e per raccogliere le idee e le proposte di tutti i membri dell’associazione.

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