Il calendario ha segnato l'inizio della primavera e il bel tempo avrà portato, nei desideri di tanti ragazzi, la voglia di sole e vacanza. Per tutti gli animatori e per tutti i frequentatori dei centri parrocchiali, sole e vacanza vogliono anche dire tempo di grest. L'edizione 2006 del grest di Noi Veneto ha come basi due elementi in qualche modo distanti tra loro: allegria e democrazia. «Questi sono stati i primi "semi" che ci hanno portato alla creazione del nuovo sussidio, L'allegra fattoria» spiega Davide Polito, segretario di Noi Veneto (nella foto). Di che fattoria si tratta? «La fattoria che abbiamo in mente è composta da tanti animali diversi: ciascuno ha il suo modo di vedere, il suo modo di agire e di porsi di fronte agli stimoli esterni. Ogni razza animale ha i suoi pregi e i suoi difetti e pur essendo diversa dalle altre riesce a convivere nel medesimo ambiente, sia scontrandosi che rispettando le altre e lavorando per un intento comune. Nella nostra fattoria abbiamo voluto che gli animali sperimentassero per primi il ruolo del comando perché se non è facile obbedire a delle regole e a degli ordini, certamente non lo è di più "comandare" in maniera equilibrata e corretta». Un tema importante e difficile quello della democrazia, come lo avete sviluppato? «Abbiamo inteso il concetto di democrazia come un valore civile, arricchendolo anche di una valenza cristiana e declinandolo nella dimensione della comunione. Si lavorerà sull'aspetto sociale del termine e si potrà approfondirlo nella comunione. Alla fine si potrà dire di aver lavorato su tre punti di vista che si possono pensare come un imbuto che progressivamente si restringe. Partendo cioè da alcuni obiettivi condivisibili da ogni persona (i valori umani) si passa a atteggiamenti che riguardano principalmente il modo di vivere nel nostro mondo occidentale (valori civili) per finire con alcune qualità che ci coinvolgono come credenti (valori cristiani)». C'è qualche rimando al libro La fattoria degli animali di George Orwell? «Per l'aspetto ludico la storia prende le prime mosse da Orwell, anche se quasi da subito si sviluppa in maniera totalmente diversa. In quel caso c'è una supremazia di alcuni animali che provano ad amministrare la fattoria arrivando all'oligarchia dei porci. Qui lo spunto è un altro, infatti la vicenda inizia quando una mattina gli animali si svegliano e non trovano più il contadino. A quel punto devono pensare a come organizzarsi per portare avanti il lavoro. In questo modo cominciano le prime dinamiche legate al fatto che prima prevale un'idea piuttosto di un'altra. La storia è stata rivisitata in una chiave più fanciullesca e meno apocalittica. Collegati alla storia ci sono approfondimenti sia per i ragazzi delle elementari che per quelli delle medie. I più piccoli lavorano su vari atteggiamenti frutto di sfaccettature della democrazia e della comunione, mentre per i ragazzi più grandi ci sono degli approfondimenti specifici nei quali si approfondiranno dei macrotemi legati alle quattro settimane di grest». Cosa prevede il kit di quest'anno? «Il kit, che si potrà acquistare subito dopo Pasqua, sarà molto simile alle linee degli altri anni. Il sussidio ha una storia guida con vari giochi collegati, poi ci saranno le preghiere, i laboratori legati al mondo della fattoria che aiuteranno i ragazzi a conoscere gli animali e gli oggetti tipici. È stato dato molto spazio alla parte multimediale. Il cd-rom è ricco ed espande i contenuti del sussidio cartaceo. Nel cd-rom si potrà trovare una vera e propria sceneggiatura che faciliterà gli animatori nell'allestimento dei momenti teatrali. Questa è un'esigenza che ci hanno fatto presente molti circoli che hanno messo in evidenza una certa difficoltà nel leggere la storia e poi nel doverla rappresentare. Poi ci saranno le canzoni, anche in versione karaoke, i passi delle danze legate ai brani musicali, disegni da scaricare e stampare». È stato creato anche un sito internet di riferimento? «All'indirizzo www.noigrest.it si potranno trovare i link per accedere sia ai siti delle edizioni passate sia al sito de L'allegra fattoria. Questo è un aspetto a cui abbiamo dedicato particolare attenzione. L'interattività deve diventare un obiettivo sempre più alla portata di tutti. Se facciamo un sussidio e lo diffondiamo nei circoli, ma non abbiamo nessuna risposta attiva dagli animatori, questo diventa un'operazione a sola andata. Ci piacerebbe creare un lavoro biunivoco in cui anche le risposte degli animatori ci possono aiutare a comprende meglio il nostro lavoro. L'obiettivo è spostare l'attenzione sulla parte multimediale e in particolar modo su internet proprio per avere una maggiore interazione. L'aver deciso di aggiungere anche una sceneggiatura che sviluppa la storia proposta è segno di questa interattività». Noi Veneto, da quando si occupa della redazione di un sussidio grest, ha deciso di utilizzare un modo di lavoro adatto a coinvolgere le diverse circoscrizioni territoriali. Quest'anno come è stato il lavoro? «La commissione grest ha sperimentato su di sé i contenuti democratici che abbiamo deciso di trattare. In questo senso siamo gli unici, all'interno di Noi associazione, che lavorano in un modo a così alta differenziazione. Il fatto di tenere insieme tante voci crea qualche problema in più però arricchisce molto le persone e il lavoro in generale. Privilegiamo la turnazione dei territoriali sulle diverse sezioni, in modo da diminuire il rischio di fossilizzarsi su certi standard. In questo modo cambia anche la prospettiva in cui ognuno interpreta la sezione affidata. Per questa edizione la storia è stata sviluppata da Noi Vittorio Veneto, le canzoni da Noi Venezia, i giochi da Noi Verona e da Noi Vicenza che insieme si sono divisi due settimane a testa; la parte grafica è stata curata da Noi Padova che si è occupata anche dei laboratori, mentre le preghiere sono state preparate da Noi Treviso. Ci siamo affidati a una persona per la realizzazione del cd e del sito, e il coordinamento è stato fatto da Noi Veneto». Lo scorso anno il titolo era Bon Bon island e raccontava di un naufragio in un'isola deserta, quest'anno l'ambientazione riguarda una fattoria. C'è per caso una volontà di intrecciare il mondo dei reality show televisivi? «No, forse è una casualità o forse è che noi stessi, in un modo o nell'altro, sentiamo continuamente parlare di questo tipo di televisione. L'anno scorso lo scenario dell'isola poteva creare una certa ambiguità, ma quest'anno l'ambientazione agreste è stata una conseguenza del tema che ci eravamo dati. Potevamo intitolarlo L'allegro zoo e avremo sviluppato ugualmente i nostri temi. L'allegra fattoria aveva un suono più divertente e maggiormente a misura di bambino. Come educatori cerchiamo in tutte le maniere di portare i bambini lontani dal mezzo televisivo, evitando di lavorare su questi stereotipi e su questo immaginario mediatico già confezionato».