Difesa n.15 (15 aprile2007)

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L’ultimo nato in casa Noi è il circolo della parrocchia dell’Arcella guidata dai Rogazionisti
Rilancio del centro con linee precise
L’avvio dell’associazione opportunità per rinsaldare rapporti e motivazioni

Fra gli ultimi nati in casa Noi associazione c’è il circolo della parrocchia di Gesù Buon Pastore, in zona Arcella. Un centro parrocchiale “di città” in un quartiere caratterizzato dalla forte presenza di persone immigrate. L’adesione a Noi, formalizzata con l’inizio del 2007, ha rappresentato per la comunità l’occasione per rilanciare con forza il ruolo del patronato, ripensando alle sue modalità di gestione. In attesa delle elezioni del direttivo, in programma nei prossimi giorni, si è costituito un comitato provvisorio, formato per lo più da giovani genitori. Un gruppo di lavoro che ha iniziato a interrogarsi sullo stile e sugli obiettivi su cui fondare le attività del patronato: da questa riflessione, durata alcuni mesi e condotta attraverso più incontri, è nato un documento che contiene le linee guida che dovranno orientare le proposte nel centro parrocchiale. «Il dialogo fraterno che si è sviluppato in questi incontri – racconta il parroco, padre Renato Spallone – è stato davvero fruttuoso. Dopo un periodo di stasi, in cui le attività del patronato languivano, siamo tornati a respirare un’aria nuova: le giovani coppie che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e impegnarsi nell’associazione sono sembrate fin da subito entusiaste e motivate a lavorare per imprimere una svolta nelle attività del centro. Molto spesso gli incontri serali non esaurivano le discussioni: durante la settimana idee, riflessioni, spunti e stimoli circolavano via e-mail. L’avvio dell’associazione è stata un’occasione per rinsaldare i rapporti e coinvolgere persone nuove nella vita della comunità ». Il nuovo direttivo temporaneo ha già organizzato momenti di festa e di incontro per tutta la comunità: in febbraio il centro parrocchiale ha ospitato una festa di carnevale, lo scorso 7 marzo, per la festa della donna, è stata promosso un incontro-dibattito ed è stato consegnato un attestato simbolico a tre catechiste che prestano servizio in parrocchia da lungo tempo.

Roberta Voltan
Doposcuola e attività estive per l’integrazione tra ragazzi

La parrocchia del Buon Pastore, assieme alle altre comunità dell’Arcella (Sant’Antonino, San Lorenzo, Santissima Trinità), ha deciso di aderire al progetto “La scossa, azione di sviluppo di comunità”, iniziativa promossa dal settore servizi sociali del comune di Padova. A partire dai prossimi tempi, per cinque giorni alla settimana, il patronato del Buon Pastore ospiterà un doposcuola destinato ai bambini delle scuole elementari e delle scuole medie. Nei mesi estivi le attività, organizzate dal comune in collaborazione con le quattro parrocchie, si sposteranno al parco Milcovich. Per cinque pomeriggi alla settimana, i bambini saranno seguiti da un gruppo di volontari, che nei mesi scorsi hanno seguito un corso ad hoc: fra i volontari, ci sono ragazzi che vengono dalla casa dello studente dei padri Rogazionisti. I doposcuola sono stati pensati come un’occasione di integrazione: fra le stanze del patronato bambini italiani e stranieri avranno la possibilità di trascorrere i loro pomeriggi in compagnia, aiutati da volontari che li affiancheranno nello svolgimento dei compiti. I

i circoli Noi delle due parrocchie si sono uniti insieme e hanno portato in scena uno spettacolo dedicato a Madre Teresa
Grisignano e Santa Teresa, insieme è meglio

Un po’ di creatività e fantasia, la voglia di mettere in comune le esperienze di due parrocchie, l’impegno di tanti volontari. Questi gli ingredienti che il mese scorso hanno permesso al circolo di Grisignano di Zocco di organizzare nella sala polifunzionale del centro parrocchiale una serata inusuale, all’insegna del divertimento e della solidarietà: il 10 marzo i giovani della parrocchia padovana di Santa Teresa hanno portato in scena il musical “La matita di Dio”. Grazie al sostegno di uno sponsor, che ha coperto la quota destinata al rimborso spese dei ragazzi e la quota per i diritti Siae, è stato possibile consentire l’ingresso gratuito allo spettacolo. Le offerte raccolte in quell’occasione sono state destinate a casa Madre Teresa, il centro polifunzionale di assistenza e cura per malati di Alzheimer che si trova a Sarmeola di Rubano. L’esperimento di collaborazione fra le due parrocchie ha lasciato tutti soddisfatti e che il circolo intende replicare. Nato nel 2005, il giovane circolo sta muovendo i primi passi: la parrocchia ha scelto di intitolare questa nuova realtà con il nome “Giovanni Paolo”, per ricordare il modo confidenziale e affettuoso con cui i giovani chiamavano papa Woytjla durante le giornate mondiali della gioventù. Fino a due anni fa le stanze del centro parrocchiale erano già utilizzate per le attività del catechismo, dell’Azione cattolica, della scuola materna e del gruppo volontariato, ma non esisteva un bar né uno spazio dove le persone della comunità potessero incontrarsi. La nascita del circolo nel 2005 e l’apertura del bar nel 2006 hanno permesso di colmare questo vuoto. Il numero dei volontari non è sufficiente a garantire l’apertura quotidiana del bar, limitata per ora ai weekend. Il circolo, che ha raccolto quest’anno l’adesione di 102 soci, si è impegnato nell’organizzare alcune proposte di aggregazione: l’anno scorso è stata promossa una gita sulla neve, una giornata dedicata ai giochi di un tempo, uno spettacolo teatrale relativo alle antiche tradizioni venete. Il prossimo mese è in programma una gita al parco-giardino Sigurtà. Fra le iniziative promosse dal circolo, anche un torneo di calcetto, un torneo di ping-pong, una gara di briscola. «Si tratta di proposte semplici, che nascono con l’obiettivo di far incontrare le persone della comunità», spiega il vicepresidente Giampietro Vielmi. Per l’estate è invece in programma un caposcuola, che riproporrà il tema della proposta del grest di quest’anno. Fra gli obiettivi futuri del direttivo, presieduto dal parroco don Pierluigi Arzenton, quello di coinvolgere anche i giovani nell’organizzazione delle attività. «Siamo consapevoli – spiega Vielmi – che il loro contributo di idee e di proposte può essere davvero prezioso: ci piacerebbe che la nostra associazione non fosse composta soltanto da adulti, ma vedesse la partecipazione attiva di tanti giovani».

Grest 2007, il 19 aprile la presentazione

Giovedì 19 aprile, nella sede del seminario minore di Rubano, in via Rossi 2, è in programma alle 21 un incontro aperto a tutti e dedicato alla presentazione del nuovo sussidio proposto da Noi Veneto per il grest 2007. “Tutti giù per terra” è il nome della proposta che quest’anno accompagnerà le giornate estive di bambini e ragazzi. La storia che fa da filo conduttore al grest vede come protagonisti i Picci, famiglia costretta a emigrare nel fantastico mondo sotterraneo di Giudisotto, un luogo magico dove lo spazio è diviso in bolle e dove i carrelli sono il mezzo di trasporto più usato. Le avventure della famiglia Picci offriranno lo spunto per riflettere sui due temi scelti da Noi Veneto per quest’anno: la diversità e la famiglia. Due temi complessi e attuali, che saranno proposti ai bambini attraverso modalità educative leggere e giocose.

“La matita di Dio” in scena i giovani della Guizza

Non solo bullismo e baby gang. Nel quartiere che spesso finisce sulle pagine dei giornali per episodi di violenza giovanile, trenta giovanissimi da circa due anni sono impegnati in un’esperienza di segno diverso: i ragazzi della parrocchia di Santa Teresa, in zona Guizza, con l’aiuto dei loro educatori, hanno ideato e portato in scena “La matita di Dio”, musical dedicato alla vita di Madre Teresa di Calcutta. Con loro, anche un gruppo di adulti. Lo spettacolo è stato portato in scena già dodici volte, in altrettante parrocchie diverse: i ragazzi chiedono soltanto un contributo spese, mentre il ricavato viene destinato a casa Madre Teresa di Calcutta a Rubano. L’idea di proporre un musical dedicato alla vita della suora dei poveri è nata da due giovani educatori della parrocchia. La proposta ha raccolto l’entusiasmo di tanti ragazzi ed è nato così “La matita di Dio”: le diverse scene sono tratte dagli scritti della beata di Calcutta e raccontano alcuni momenti della sua esperienza di carità e servizio in India. «Il musical – racconta Matteo Torresin, uno dei due ideatori – è stata un’occasione per cementare i rapporti all’interno della nostra comunità. Con il nostro esempio vogliamo lanciare un messaggio: i giovani del nostro quartiere sono ricchi di risorse ed energie positive, non

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