Patronati, centri parrocchiali, centri ricreativi... Sono nomi diversi per parlare di uno stesso luogo, che normalmente nasce all'interno o al fianco delle parrocchie. Uno spazio flessibile, che nella varietà dei nomi esprime la sua natura fluida. Spesso questi spazi hanno bisogno di essere interpretati. A volte questo lavoro viene fatto da un prete particolarmente sensibile, altre volte viene pensato e studiato da laici. Per capire meglio questi spazi bisogna semplicemente visitarli, entrarci, parlare con le persone che li curano e li animano. Perché questi patronati, questi centri ricreativi, questi luoghi in cui si incrociano persone di età diverse e con storie disparate sono veramente uno diverso dall'altro. Non c'è una ricetta "migliore" o una formula "giusta" per un buon centro. Ci sono declinazioni diverse. Quella del centro parrocchiale Santi angeli custodi della Guizza, a Padova, è una delle tante possibili. La racconta don Paolo Pegoraro, dal 1998 vicario parrocchiale alla Guizza, una delle tante scintille che ha acceso e che tiene viva questa realtà. Come nasce il centro parrocchiale Santi angeli custodi? «Il circolo nasce circa trent'anni fa da un progetto del consiglio pastorale, che aveva letto nella comunità la domanda forte di creare degli spazi per i giovani (tant'è vero che si chiamava inizialmente "casa della gioventù"). I tempi erano molto diversi da oggi: in quel periodo si celebravano 150 battesimi all'anno, adesso se ne celebrano circa 25. Con il tempo questa realtà ha avuto una battuta d'arresto, fino a quando alcuni anni fa un gruppo di genitori, provocato da alcune mie parole, ha pensato di riprendere l'esperienza del centro parrocchiale. Il gruppo iniziale era formato dai genitori dei chierichetti che vedevano, nella possibilità di ripensare questo spazio, un modo per creare un ambiente divertente ed educativo da vivere assieme ai propri figli. Da questo gruppo genitori del patronato è nata l'associazione Agape e infine si è formalizzato un vero e proprio consiglio direttivo del centro parrocchiale, oggi affiliato a Noi associazione». Come si articolano le attività legate al circolo? «Il circolo svolge tutte le domeniche attività per le famiglie e per i ragazzi. In alcuni periodi dell'anno ci sono eventi che catalizzano le energie: adesso stiamo vivendo proprio uno di questi momenti. Maggio, per il centro parrocchiale, significa "festa". Da qualche anno tra i nostri appuntamenti c'è la festa del centro parrocchiale, diversa dalla sagra parrocchiale che ha l'obiettivo di coinvolgere la comunità in senso ampio. La festa di maggio (nel riquadro gli appuntamenti) vuole coinvolgere le associazioni presenti nel territorio. Oltre a una dimensione ricreativa si cerca di privilegiare l'aspetto formativo e informativo. Non a caso il primo appuntamento è una conferenza dedicata all'alimentazione, argomento che in questi anni è molto discusso e che sempre più direttamente coinvolge i ragazzi (basti pensare ai problemi legati all'anoressia e alla bulimia)». E il punto di forza del centro parrocchiale Santi angeli custodi? «La nostra caratteristica è di avere questo forte gruppo di genitori alle spalle. Un gruppo come questo, già per la sua natura, ha una forma trasversale. Non nasce con una struttura definita, trova con il tempo il suo assetto. Non è un gruppo fatto solo dai genitori dei chierichetti, o dai genitori di ragazzi animatori: c'è chi ha i bambini piccoli, chi ha figli più grandi, c'è chi ha i figli animatori, o chi ha i figli che giocano a calcio, chi proviene dallo scautismo o chi ha i figli che hanno un gruppo musicale legato alla sala prove del centro. È un gruppo genitori molto attivo, che riesce a unire le varie attività presenti nella comunità. Questo permette ai vari gruppi, più o meno formali, di non essere delle isole». Cresce la collaborazione... «A volte sono gli animatori stessi che chiamano il gruppo genitori per organizzare qualcosa assieme. Ne è un esempio la festa di carnevale o il grest, dove è chiesto un sostegno e un aiuto più organico. Altre volte il processo è inverso, come nel caso della festa che stiamo preparando. In questo caso i genitori chiedono ai ragazzi la collaborazione e quindi tutta la parte legata all'intrattenimento e alla convivialità viene gestita dai ragazzi. Contattano loro i fornitori per il cibo, prendono accordi con i gruppi musicali per le serate. Insomma si sta iniziando a lavorare veramente tutti assieme, e questo mi sembra un buon risultato. Bisogna fare in modo che tutte queste attività separate facciano parte di un unico grande progetto». A proposito di progetti, come procede quello legato alla sala multimediale? «La sala multimediale nasce da un'idea del Cpcs (centro padovano della comunicazione sociale) riconosciuta e sostenuta dalla fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo in stretta collaborazione con Noi associazione alla quale aderiamo. Quando ci è stato proposto di mettere a disposizione uno dei nostri spazi per creare questa sala ci è subito sembrata una cosa molto bella da realizzare. Siamo molto orgogliosi di questa nuova attività. L'obiettivo è far diventare questo spazio un territorio polivalente e sempre più rivolto alle diverse utenze, intese sia come età e sia come luogo di provenienza, perché questo bene si rivolge alla nostra comunità, ma anche alle comunità limitrofe che appartengono al nostro stesso vicariato. Il computer già in sé è uno strumento polifunzionale e quindi le attività che ci aiuta a proporre sono varie». E in concreto? «I computer messi a disposizione possono servire a battere i verbali delle riunioni delle associazioni che si incontrano nei nostri locali; il giornalino che produciamo ogni mese è impaginato grazie agli strumenti della sala multimediale; organizziamo corsi per imparare a usare i principali software come Word; i nostri ragazzi spesso usano questi strumenti per effettuare ricerche in rete. Il nostro obiettivo è far conoscere il più possibile questa risorsa: ultimamente ad esempio abbiamo attivato dei contatti con la scuola elementare che può sfruttare la nostra attrezzatura». Com'è organizzata la sala multimediale? «La sala è composta da sei computer, cinque dei quali sono per gli utenti, mentre uno è per il responsabile della sala. Questo spazio è aperto tutti i pomeriggi, tranne il mercoledì e il venerdì. Siamo molto ottimisti nei confronti di questa novità. Anzi, la cosa che più ci dispiace è il fatto che questo spazio non sia al pianoterra. La sala si presenta molto bene da un punto di vista estetico, altrettanto non si può dire del centro ricreativo, che infatti verrà presto ristrutturato. Ci spiace quindi che uno spazio così nuovo e così accogliente abbia una visibilità scarsa rispetto alle potenzialità e alla cura con il quale è stato allestito». Questo centro ricreativo sembra sondare diversi territori... «La sala multimediale richiama ovviamente alle nuove tecnologie e alla comunicazione in rete, la sala prove permette a chi ha una sensibilità artistica e musicale di trovare uno spazio per esprimersi, gli impianti sportivi favoriscono lo sport e il gioco di squadra, le feste guardano all'aspetto ricreativo. Ma c'è ancora qualcos'altro: oltre ad avere un sito internet (www.santiangelicustodi.org) abbiamo anche Il guizzante, un notiziario mensile che aiuta a raccontare cosa avviene all'interno del centro e nella parrocchia. Prossimamente si vorrebbe ospitare uno spazio più ampio per coinvolgere anche le altre parrocchie del vicariato. L'idea, anche in questo caso, è la creazione di reti e collaborazioni. In questa maniera ci si tiene in contatto con le altre esperienze. Magari ci possono essere due parrocchie vicine che si stanno impegnando a svolgere un'attività simile e che possono trovare rispettivamente sinergie e forze da sfruttare reciprocamente».