Difesa n.18 (3 maggio 2009)

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POSSIBILITÀ DI CONOSCERE LE PROPRIE ATTITUDINI, PAURE E PUNTI DI FORZA. E CREARE DALLA PASSIONE GRANDE AGGREGAZIONE
A teatro s’impara l’educazione
Strada importante per i giovani di formazione umana e artistica

Dietro le quinte un tesoro. Ogni esperienza teatrale nasconde nella sua costruzione, preparazione, nelle ore di prove e allestimenti, un prezioso patrimonio. È un’importante esperienza di formazione umana e artistica, oltre che un’occasione di aggregazione senza pari. Ci si incontra, si lavora assieme, con ruoli ben precisi, compiti e mansioni. Perché tutta la macchina funzioni c’è bisogno dell’impegno di ciascuno. Il teatro è un’opportunità per stare assieme, creare gruppo, condividere obiettivi e lavoro. Una palestra di vita addobbata dall’arte, dalla passione, dalla possibilità di far vedere un pezzo di sé. Quando parliamo di “protagonismo dei giovani” in campo educativo, non c’è miglior mezzo per dimostrarlo e renderlo concreto ed efficace che quello dell’esperienza teatrale: vera educazione all’espressione, all’osservazione, alla libertà. Il manifesto del teatro educativo in Italia espone a chiare lettere il potenziale di questa disciplina: «La natura creativa del teatro ha dato vita a un originale intervento nel sociale, nei processi di formazione per l’età evolutiva, nelle attività spettacolari rivolte a un pubblico giovanile. (...) Il teatro educativo è ricerca negli ambiti della pedagogia, della formazione individuale e di gruppo, della drammaturgia, delle dinamiche sociali nello spettacolo dal vivo». Don Bosco così sintetizzava i vantaggi e il valore educativo del “Teatrino”: «Il teatro, se le commedie sono ben scelte, è scuola di moralità, di buon vivere sociale e, talora, di santità. Sviluppa assai la mente di chi recita e gli dà disinvoltura. Reca allegria ai giovani che vi pensano molti giorni prima e molti giorni dopo». Diverse realtà parrocchiali stanno sperimentando questa formula aggregativa per dare ai ragazzi un modo “nuovo” di stare assieme. E i frutti dell’esperienza sono molti: i giovani mettono in luce qualità che loro stessi non pensavano di possedere, sperimentano il sacrificio e la gioia di un traguardo, esprimendosi attraverso il corpo, imparando a controllare le emozioni. Inoltre, mette gomito a gomito giovani e adulti coinvolti nello stesso progetto, costruisce appartenenza, fondamentale per la crescita identitaria di ogni giovane. Allora vale proprio la pena aprire il sipario sul tesoro sepolto nelle nostre comunità; e godetevi lo spettacolo.Chiara Bertato

Chiara Bertato
CONSELVE: Un palco per tutti

Metti un cinema, il pubblico pronto ad applaudire o fischiare clamorosamente, un palco con dieci giovanissimi talenti. “Scarnevaliamo”: un’originale rassegna di artisti emergenti dai 12 anni proposta qualche tempo fa dal centro parrocchiale di Conselve. «Questo progetto – racconta don Giulio Osto, vicario parrocchiale (nella foto a sinistra) – si inserisce dentro una ricca serie di attività che il nostro centro parrocchiale propone agli adolescenti. L’obiettivo che ci ha animato è stato quello di renderli protagonisti in prima persona». Tra gli organizzatori c’è anche Nicolas Destro, educatore Ac (nella foto a destra). «Questa manifestazione – aggiunge – è nata per dare la possibilità ai ragazzi di mostrare il proprio talento, perché dentro a ognuno di noi c’è un artista. Abbiamo voluto dare ai ragazzi un pubblico, uno spettacolo di due ore e soprattutto l’occasione di vincere la timidezza e offrire agli altri le proprie attitudini. Quest’anno c’erano ballerini, illusionisti, cantanti, gruppi musicali». L’aiuto di alcuni genitori e dei ragazzi stessi è stato importante per portare avanti un evento così complesso che ha richiesto la promozione, l’allestimento, l’accoglienza e una giuria. La serata era condita anche con diversi dettagli che hanno trasformato lo spettacolo in qualcosa di partecipato da tutti. Ad esempio il pubblico era fornito di una trombetta a fiato per manifestare il suo dissenso oppure la possibilità che i voti venissero espressi con sms. «I ragazzi – continua don Osto – si sono organizzati tra loro creando coppie, terzetti o gruppi. Tutta la serata è stata condita con scenette dei conduttori. Se ognuno ha qualcosa di bello da donare agli altri, allora, è importante promuovere le occasioni perché questo trovi spazi di espressione». Al terzo posto della kermesse c’erano gli Undersound, una band musicale che ha presentato il suo inedito Sic Love. Canzone composta in un paio di giorni lavorando tutti assieme. Jessica Sattin, 14 anni, ama cantare e quest’anno si è presentata a “Un palco per tutti” con la canzone My heart will go on preparata assieme alla professoressa d’inglese dell’istituto che frequenta. Sogna di iscriversi a una scuola di canto. Come lei, anche Silvia e Jessica, le vincitrici, cantano bene e sognano di arrivare a Sanremo. Quando chiediamo a don Osto di dirci con quale motivazione ha dato vita a questa manifestazione ci risponde: «Desidero che i giovani diano il meglio di quello che sono!».

SANTA SOFIA IL CIRCOLO PARROCCHIALE CONTA 130 ISCRITTI E UNA TRENTINA DI VOLONTARI
Tanto tempo donato e condiviso

Un circolo parrocchiale che conta 130 iscritti, di cui due terzi sono bambini, tanti studenti che colorano con la loro vivacità e la loro voglia di fare, dalla domenica sera al venerdì pomeriggio, le stanze del patronato, genitori che portano i figli a catechismo e in questo modo vengono coinvolti in alcune attività parrocchiali: è questa una prima fotografia della parrocchia di Santa Sofia, nel centro storico di Padova. «Cerchiamo – afferma Sandra Zoia, catechista e volontaria – di tenere aperto un “baretto” che ci serve come punto di riferimento e di incontro. I volontari che lo gestiscono si impegnano a favorire i piccoli e avere per loro un occhio di riguardo, a mantenere un clima educativo. Siamo una trentina di persone che si danno il turno un paio d’ore tutti i pomeriggi, soprattutto quando ci sono molteplici attività, come nei giorni del catechismo, per gli allenamenti di calcio e nei giorni di festa. Vorremmo garantire una presenza più da educatori che baristi, buttando l’occhio fuori». Come circolo cosa organizzate? «In collaborazione con la parrocchia organizziamo la festa del patronato e altri momenti significativi che coinvolgono tutta la comunità. Abbiamo in mente anche un corso di teatro, l’anno scorso avevamo iniziato una piccola esperienza con i ragazzi, la cosa è piaciuta molto e volevamo ripartire facendo anche qualcosa di più. Tutto è iniziato per caso e molti ragazzi hanno espresso doti che altrimenti rimanevano un po’ in sordina ». Che tipo di servizio svolge? «Faccio un po’ di tutto e mi sento come a casa e mi piacerebbe che questa fosse una sensazione di tutti. Qui è un po’ più difficile perché lo spazio è da condividere ma in questo modo, tutti i nostri problemi si risolvono più velocemente ed è maggiore il gusto di stare assieme. Donare del tempo come volontariato è una cosa che mi viene naturale, e il suo valore aggiunto è proprio il fatto di condividerlo con gli altri. È importante riuscire a ricavarsi questo tempo: momenti che non hanno altra ragion d’essere se non per essere gratuiti. È un arricchimento: tutto quello che uno dà è sempre molto meno di quello che riceve. Se non fosse retorico, direi che ti riempie il cuore, che ti fa stare proprio serena». Di cosa c’è bisogno? «Dell’aiuto di qualche studente che venisse qui a darci una mano per un’iniziativa da portare avanti soprattutto con i ragazzi. Ci sono infatti dei pomeriggi durante la settimana in cui non ci sono proposte. I ragazzi hanno bisogno di questo spazio e di giovani con un tempo da dedicare ai più piccoli; sarebbero una preziosa risorsa». Il suo sogno? «Sogno il nostro centro parrocchiale vivace e allegro. Una volta ho sentito qualcuno che lo descriveva come un posto dove “ho piacere di andare e so che trovo qualcuno che fa parte del tutto assieme a me”». Novità per il futuro? «C’è un sito della parrocchia che ora sta ripartendo. Presenta la storia della nostra chiesa, mettiamo le notizie in evidenza e le foto delle attività. È in evoluzione e speriamo che parta; anche in questo versante la presenza di qualche giovane potrebbe esserci di grande aiuto. Abbiamo anche una sala multimediale, che richiede per una qualificata presenza, persone competenti per gestirla. Le idee non mancano e siamo fiduciosi di vederle realizzate al più presto».

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a teatro si impara l'educazione

ottimo artico! per i giovani e' molto importante trovarsi a teatro