Quante volte diciamo «grazie» nella nostra giornata? Quante volte diamo per scontata una così semplice parola di sei lettere, ma tanto importante per gli altri e per noi stessi? Quanta fatica facciamo a riconoscere il bello e il positivo che c'è nelle persone che ci circondano e quanto più facile è puntare il dito sul negativo? Da queste considerazioni muove i suoi passi "Grazie che ci sei!", la festa che vede coinvolta la comunità parrocchiale dei Santi Angeli custodi alla Guizza (Padova) dal 9 al 18 maggio. «Già nel 2006, con lo slogan "Costruiamo casa", ci si era soffermati sul significato della convivialità, da costruire insieme giorno per giorno, di un luogo dove poter giocare, pregare, pensare e che fosse aperto a tutti indistintamente - precisa Beatrice Belluco, componente del direttivo del circolo Noi Santi Angeli custodi - Continuando su questa linea nel 2007 lo slogan è stato
"Ciao, come ti chiami?". Il nostro circolo è molto frequentato: giovani e non che utilizzano la sala musica o la palestra per lo sport, la danza, la ginnastica; non manca chi utilizza gli spazi del patronato per le riunioni condominiali. Desideravamo che si percepisse che in questo luogo c'è un'aria diversa da quella che si respira per strada, dove ci si sfiora ma non ci si saluta, ci si guarda ma non ci si chiede il nome. Nel centro parrocchiale ci piacerebbe che ognuno si sentisse riconosciuto come persona, unica, importante e chiamata per nome».
Quest'anno le parole chiave sono
"Grazie che ci sei!": grazie perché ti sei ricordato di me, grazie perché sei entrato nella mia vita, grazie perché mi hai fatto una visita, grazie perché mi hai telefonato. «Non è facile educare alla gratitudine - continua Belluco - perché ciò presuppone di uscire da noi stessi per entrare in relazione con l'altro. Solo a una persona si dice «grazie!».
Ringraziamo quando ci accorgiamo dell'altro. La gratitudine non nasce spontaneamente nel bambino, va educato a ringraziare. Abbiamo spesso la presunzione di meritare tutte le cose buone della vita per il fatto di considerarci delle buone persone». Ecco che allora il circolo
Noi diventa un punto importante dove poter maturare la fede cristiana tutti assieme «e più la fede matura più cresce la capacità di rendere grazie (eucaristia) perché si riconosce che tutto è grazia e che l'amore del Signore ci precede, ci accompagna e ci segue sempre in tutta la nostra vita» sottolinea Belluco.
La comunità della Guizza propone quindi alcuni giorni di festa per dire:
grazie famiglie (venerdì 9 maggio alle 21 con testimonianze e riflessioni sull'affido familiare); grazie mamme (domenica 11 in occasione della festa della mamma); grazie
Noi (mercoledì 14 alle 21 con l'assemblea annuale dei soci); grazie Maria (giovedì 15 alle 21 con il rosario meditato in centro parrocchiale);
grazie volontari (venerdì 16 alle 21 con una serata di condivisione e riflessione tra volontari); grazie giovani (sabato 17 serata pub); grazie direttivo (domenica 18 alle 11.30); grazie musica (domenica 18 alle 15 saggio di canto).
Durante tutta la festa sarà possibile essere fotografati o appendere le foto dei volti delle persone su un grande cartellone in centro parrocchiale.
«Noi abbiamo il sogno di poter contribuire con le nostre feste all'educazione dello sguardo, per rendere i nostri sguardi capaci di cogliere i benefici che riceviamo ogni giorno che non sono frutto delle nostre fatiche ma doni - conclude Beatrice Belluco - Abbiamo in regalo gratis la vita e non con il contagocce, ma in abbondanza, quindi alleniamoci a dire grazie».