Difesa n.22 (31 maggio 2009)

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SAN DOMENICO DI SELVAZZANO. FINO AL 31 MAGGIO APPUNTAMENTI PER TUTTA LA PARROCCHIA. PROTAGONISTA IL CIRCOLO NOI
Incontri di festa e di crescita insieme
Non è una sagra, ma occasione per scoprirsi e sentirsi famiglia

Fino al 31 maggio non si parla di sagra a San Domenico ma di festa della comunità, perché l’appuntamento vuol essere un’opportunità di incontro e condivisione per la comunità stessa, un modo per stare insieme in armonia, conoscersi meglio in un clima familiare di accoglienza e solidarietà. «Questo termine – spiega il parroco don Francesco Santinon – è sicuramente più indovinato piuttosto che “sagra” perché questa comunità è relativamente giovane, non ha radici profonde di tradizioni, ma soprattutto l’obiettivo è che questa parola abbia spessore di contenuti e non sia vuota: “comunità” è carica di dimensione affettiva».
A rompere il ghiaccio della manifestazione ci ha pensato il gruppo sportivo San Domenico (fondato nel 1992) che ha proposto la scorsa domenica 17 maggio, la 14a marcia dell’accoglienza, una corsa non competitiva con percorsi da 6 e 8 chilometri. La marcia ha visto una folta partecipazione di maratoneti della domenica, ben determinati ad approfittare di una splendida giornata di maggio per fare un po’ di sana attività motoria in un contesto certamente divertente ma anche significativo: la denominazione stessa dell’iniziativa, infatti, suggerisce una precisa attenzione. «Da quattordici anni – spiega Antonia Conte, responsabile del gruppo sportivo – organizziamo la marcia dell’accoglienza, che non ha obiettivi agonistici e non intende ricoprire certo tali ruoli, tanto che prende il nome esattamente dalle nostre finalità originarie. Il gruppo sportivo, infatti, è aperto a tutti con il fine di creare momenti di aggregazione, animare la  cittadinanza, stare insieme e fare conoscenza. Le attività sportive sono rivolte a tutte le età, ma soprattutto agli anziani con corsi di ginnastica specifici per la terza età e ai bambini, con l’iniziazione alle attività motorie e agli sport come il calcio e il pattinaggio, soprattutto nel periodo estivo; inoltre, si organizzano anche tornei di calcio per i bambini per coinvolgere anche i genitori e dar modo di stare insieme e divertirsi». Ulteriore simpatica iniziativa promossa dalla scuola dell’infanzia Montessori – ovvero la scuola materna parrocchiale – è stato il torneo del papà sportivo: un triangolare di calcio che ha visto gli over 30 fortemente impegnati sul rettangolo verde: la vera vittoria, però, è andata  alla solidarietà, in quanto parte del ricavato è stato devoluto ai terremotati dell’Abruzzo.
Primo promotore della festa della comunità è il consiglio pastorale parrocchiale che ha lavorato tutto l’anno, come da orientamenti pastorali diocesani, sul bene comune. «Il primo obiettivo del bene comune – afferma Maria Teresa Stimamiglio, vicepresidente del Cpp – è mettere in comunicazione e in comunione i gruppi già esistenti in parrocchia. Il nostro è un consiglio pastorale appena formato, quindi anche la conoscenza tra gli stessi membri è un passo importante da compiere. Abbiamo cercato di creare occasioni d’incontro al di là delle convocazioni serali mensili, come ad esempio il weekend di spiritualità che abbiamo organizzato lo scorso settembre a casa Sacro Cuore: ci è sembrato un modo per approfondire la conoscenza tra noi, ma anche uno stimolo per riflettere sull’idea di “comunità” e di “pastorale di servizio” all’interno della comunità stessa; è stata davvero un’opportunità per cominciare bene l’impegno dell’anno pastorale, mettendo a fuoco le tappe del cammino da intraprendere».
Quali sono le realtà più significative nella comunità?
«Prestiamo molta cura ai momenti comunitari nei tempi forti (avvento e quaresima) e significative sono sicuramente le esperienze nei centri d’ascolto della parola di Dio, che non facciamo più nelle case come una volta, ma direttamente in parrocchia, divisi in 3 o 4 gruppi; vorremmo anche creare un gruppo specifico per accrescere la formazione degli animatori dei centri. Il bollettino parrocchiale è divenuto uno strumento fondamentale: un vero e proprio libriccino, segno di comunicazione e comunione tra i gruppi, perché porta il vissuto concreto delle diverse realtà operanti verso tutti, anche verso chi frequenta poco! Oltre ai cammini per i ragazzi come l’Azione cattolica e gli scout, cerchiamo di proporre dei percorsi per tutti: c’è un gruppo per i fidanzati prossimi al matrimonio, la celebrazione degli anniversari a fine anno e altre iniziative che vorremmo realizzare, come la ripresa del gruppo di preparazione ai battesimi o il gruppo sposi. La pastorale giovanile è una realtà che non può essere ridotta ai gruppi associativi e quindi si stanno cercando soluzioni per guardare oltre. Infine, altra peculiarità della nostra comunità è certamente il rapporto speciale con la scuola dell’infanzia, con la quale abbiamo un progetto globale per bambini e genitori con percorsi stabiliti nell’accompagnamento all’iniziazione cristiana».
Quest’anno il parroco raggiunge il traguardo di 25 anni di sacerdozio: come intendete festeggiarlo?
«Avremmo voluto fare molte cose ma don Francesco ci ha un po’ frenato. Stiamo organizzando un bel concerto con la corale, anzi, potremmo dire che è stata proprio una bella occasione per aumentare l’organico dei coristi. Siamo contenti del cammino che portiamo avanti con il nostro parroco perché è molto presente nel tessuto relazionale, soprattutto con le persone che si trovano in difficoltà, disagio, malattia: è una presenza importante, un segnale forte!».

Roberta Malipiero
Il programma della festa

La festa, iniziata il 23 maggio, prosegue questo fine settimana con l’apertura dello stand gastronomico a partire dalle 19.

Questo il programma: venerdì 29 alle 21 concerto della banda musicale di Selvazzano; sabato 30 pomeriggio di sport organizzato dal centro sportivo San Domenico e serata con balli per tutti; domenica 31 maggio chiusura attività Acr e catechismo con giochi per ragazzi e gran finale con tombolone in serata.
L’appuntamento è aperto a tutti e la comunità di San Domenico è molto lieta di accogliere quanti vorranno condividere l’entusiasmo e la gioia con la partecipazione a questa festa!
 

LA COMUNITA’
Motore Ferrari

«Pur con poche radici e giovane, la comunità di San Domenico possiede un forte senso di identità e la qualità emerge dalle singole persone, dalle famiglie, che però sono molto impegnate nei doveri quotidiani: essendo per la maggioranza famiglie giovani, quindi con lavoro, figli, normali vicissitudini, nonostante le buone intenzioni non riescono a offrire di più se non la presenza della “pastorale di circostanza”.

Il volontariato è certamente presente anche se le potenzialità sulla carta sono decisamente superiori: è un po’ come avere una Ferrari e poterla utilizzare solo nei percorsi urbani, senza farla scendere in pista. Ci sono quindi grandi capacità ed energie ma per ora non si riesce a costruire quel qualcosa in più dello “standard”». Don Francesco Santinon è giustamente appassionato quando parla della sua comunità e descrive l’impegno e le difficoltà dei suoi volontari.
Il centro parrocchiale è affiliato a Noi-Padova. «Cerchiamo di abbattere – afferma – il concetto burocratico dell’affiliazione, per introdurre quello di promozione sociale: il direttivo si sta impegnando molto in questa direzione».
Una sorta di trait-d’union di promozione sociale, dunque, come conferma Fabio Gervaso, presidente del circolo Noi San Domenico: «L’associazione ci ha permesso di avvicinare molte persone nuove e di portare in centro parrocchiale intere famiglie e anche realtà più distanti dalla chiesa: è proprio un punto d’incontro, di conoscenza, un’opportunità di inizio cammino. Potrei dire, inoltre, che l’associazione Noi fa da collante a tante attività diversificate tra loro e anzi permette che all’interno del centro parrocchiale sia possibile questa vitalità e partecipazione così trasversale». Il circolo conta 340 tesserati. «Sono circa un centinaio in più rispetto lo scorso anno – continua il presidente – Ci sono persone nuove, un’ottima risposta del territorio alla proposta associativa e tutto ciò ci offre carica ed entusiasmo per affrontare meglio le circostanze del presente e con più fiducia nel futuro». Un futuro che si sta costruendo anche attraverso le iniziative della festa della comunità 2009. «È il momento clou per il centro parrocchiale – chiude Gervaso – Si vede insieme tutto quello che c’è oltre il direttivo: gruppi di persone che lavorano con entusiasmo nelle proprie attività che confluiscono qui per dar vita a questa festa davvero molto, molto partecipata».
 

LA SCUOLA D’INFANZIA
Ponte con le famiglie

La scuola Montessori ha un ruolo molto significativo nel contesto della vita parrocchiale  e rappresenta una sorta di ponte tra le giovani famiglie e la comunità. «La scuola – racconta la direttrice Roberta Luciana Sanavio (in foto) – è nata nel 1981 per una precisa volontà di genitori che frequentavano la parrocchia, proprio per dare un volto di accoglienza ai bambini e alle nuove famiglie, perché tale struttura potesse in qualche modo fare da ponte per approdare alla vita parrocchiale. Tale caratteristica si è conservata fino a oggi, anzi consolidata! Nella Montessori, infatti, c’è proprio l’obiettivo di instaurare un’autentica relazione positiva che coinvolga bambini, insegnanti e
genitori: la scuola non rappresenta un luogo di educazione solo per i più piccoli, ma un’opportunità formativa per tutti. È sicuramente una proposta forte, che persegue dei valori precisi alla base: non ci si accontenta del necessario, ma si cerca di offrire un valore aggiunto nella relazione positiva; è come il modello di un bel vestito in vetrina: può piacere ma bisogna provarlo per capire se sta bene addosso ».
Questo ponte tra scuola e parrocchia si realizza nel comitato. «Ne fanno parte – continua la direttrice – genitori eletti e persone scelte specificatamente dal consiglio pastorale parrocchiale al fine di garantire e condividere tali scelte pastorali. Lo scopo è far conoscere il volto di Cristo. Ci sono così momenti formativi, ma anche di riflessione religiosa per bambini, genitori e insegnanti. Abbiamo organizzato anche momenti interculturali con approfondimenti su altre religioni e ci è servito per chiarire la nostra identità, conoscere quella degli altri e insieme condividere le verità che ci accomunano ».
Il 23 maggio la scuola è stata in festa. «L’ appuntamento è stato volutamente inserito in quello della comunità, perché lo scopo era stare insieme. Con i bambini è stato fatto un percorso sul tema della sicurezza, in sull’educazione stradale, grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale, dei vigili urbani e vigili del fuoco, ma anche volontari della Croce verde e della protezione civile. Il progetto è terminato con questa festa dove i bambini hanno voluto ringraziare in primo luogo i genitori che sono i primi responsabili della loro sicurezza, ma anche tutti coloro che si sono adoperati per prestare loro tali importanti insegnamenti; è stato proprio il loro modo per poter esprimere un sincero grazie a tutti!».
 

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