Appuntamento annuale atteso da tutti i circoli parrocchiali affiliati a Noi associazione quello in calendario per venerdì 9 giugno all'interno del centro parrocchiale di Vigodarzere. L'assemblea territoriale intende ripercorrere con i membri dei consigli direttivi quanto condiviso durante l'anno associativo e le tappe raggiunte come segreteria territoriale. Ma soprattutto l'incontro vuole raccogliere le istanze e le indicazioni dei circoli come riflesso del cammino sociale e pastorale all'interno delle rispettive comunità. Una serata propositiva, dunque, alle porte dell'imminente estate che comporta, come di consueto per tanti centri parrocchiali, un tempo dedicato alle tradizionali proposte che riconfermeranno le nostre parrocchie e le nostre associazioni tra i pochi punti di riferimento "aperti" e organizzati. In netta contraddizione con quanti sostengono che i patronati sono oramai delle vecchie strutture agonizzanti. Il primo pensiero è rivolto ovviamente all'attività del Grest, dove migliaia di ragazzi troveranno una proposta accogliente e coinvolgente. Ci saranno i campiscuola dalle conformazioni più articolate e corrispondenti alle varie esigenze; non ultimi i tornei sportivi interparrocchiali che animeranno le serate estive e le tradizionali sagre paesane. In costante crescita le opportunità condivise e questo a conferma che, pur in una diversificata espressione dei nostri centri parrocchiali, in termini territoriali, strutturali e culturali, comunque ci si riconosce in obiettivi comuni, metodologie, tendenze, speranze e qualche difficoltà che nessuno può negare. I nostri centri parrocchiali non rappresentano "L'isola che non c'è". Essi sono espressione autentica e reale delle comunità di appartenenza e si riconfermano, anche nella società odierna, caratterizzata da espressioni e vissuti negativi, come ambiti e testimonianze positivi. Se da un lato la cronaca, il disagio sociale e giovanile, la violenza, il crimine sono la cornice delineata tendenzialmente dai media nel raccontare la vita dei giovani, dall'altro ci sono luoghi di aggregazione, comunità affiatate e impegnate che operano con discrezione e perseveranza, testimoniando che la vita è anche colorata e non solo grigia o nera. Certo, parlare di vissuto associativo, dove il senso di appartenenza a una comunità sembra fortemente condizionato da una cultura del relativismo, non è facile. Il lavoro di quanti si identificano nelle parrocchie e nelle proposte associative ha un grande valore che va riconosciuto indipendentemente dal risultato. Promuovere occasioni di aggregazione, mettere insieme più persone in un consiglio direttivo con le rispettive idee chiamate a trasformarsi in organizzazione di eventi e/o percorsi formativi significa rispettarsi nella diversità di pensiero, di metodo, con la consapevolezza che inevitabilmente tutto questo richiede un equilibrio, una sintonia per nulla scontata. Per chi si prende la briga di organizzare il suo pensiero, la sua iniziativa, il suo programma tutto appare più semplice e scorrevole ma non è espressione di una comunità, bensì di un'iniziativa personale che al massimo trova il consenso del parroco e di qualche altro collaboratore. Ma questa è altra cosa. La parrocchia si ritrova ad accogliere e assolvere istanze non solo di carattere pastorale, ma soprattutto sociale, sempre meno occasionali, esigenti e "a lungo termine". E su questa evoluzione bisogna guardarsi bene dall'essere considerati semplici parcheggi e/o agenzie di servizi. I prossimi "centri estivi" (questa la definizione diffusa tra le mamme che si confrontano sulle opportunità migliori a disposizione) ne saranno un esempio molto concreto. Di questo e di molto altro si parlerà nell'assemblea territoriale, un'occasione da non sottovalutare nel processo di crescita culturale e formativa dei circoli Noi. La segreteria territoriale, nel suo quotidiano lavoro, si propone come riferimento per rafforzare un lavoro capillare e di rete nel territorio della nostra diocesi che, attraverso l'identità associativa, assume un volto unitario articolato ed espressivo.