Difesa n.30 (3 agosto 2003)

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Il sussidio per l'animazione dei Grest 2003 di noi associazione è arrivato addirittura nel cuore dell'Africa
La situazione sociale e religiosa tra difficoltà e speranze
Il paese africano raccontato da padre Ferro

Il paese africano raccontato da padre Ferro
La parrocchia intitolata a San Francesco Saverio si trova nella località di Koptchou, alla periferia della città di Bafoussam (la terza città del Camerun nella regione dell'ovest) e si estende su un raggio di 20 chilometri, con otto cappelle succursali che, soprattutto nella stagione delle piogge, diventano difficilmente raggiungibili per l'impraticabilità delle strade. È nata 16 anni fa ed è diretta dai missionari saveriani, che attualmente sono tre: il parroco è padre Bruno Calderaro, originario di Cittadella, ci sono poi padre Adriano Armati, della diocesi di Bergamo, e padre Olivero Ferro, della diocesi di Novara. La città ha oltre 300 mila abitanti e la parrocchia, che ne conta circa 25 mila, è povera «sia perché si trova in periferia sia perché la maggioranza della gente vive del lavoro manuale nei campi, dove coltiva mais, fagioli, manioca, arachidi, zucche, pomodori e alberi da frutto come papaye, mango, banane ­ racconta padre Ferro ­ Molti sono senza lavoro e la crisi, che coinvolge da una decina d'anni il Camerun, ha fatto sì che molte famiglie povere siano diventate miserabili. I giovani vanno alla ricerca di lavoro passando da una città all'altra. Molte persone, inoltre, soccombono a causa delle malattie: l'Aids, la malaria, le malattie respiratorie, varie forme di handicap. La situazione sociale e politica è difficile: manca il rispetto per i diritti delle persone, dilaga la corruzione, che qui si chiama "incoraggiamento", c'è il problema dell'interruzione della fornitura dell'acqua e della luce».
I tre missionari saveriani di origine italiana si trovano a vivere in Camerun nel cuore della tradizione Bamileke, dove essere pagani è un orgoglio familiare e sociale e la poligamia è riconosciuta ufficialmente al momento del matrimonio; forte è il problema della sorcellerie, stregoneria. «Ma lo Spirito santo lavora da tempo ­ afferma padre Ferro ­ e ogni anno battezziamo qualche centinaio di catecumeni». Forte è la presenza musulmana, con due moschee che svettano a poca distanza dal centro cattolico e un dialogo che non è molto facile. «Per questo ­ spiega il saveriano ­ la nostra comunità sente la necessità di innalzare la chiesa parrocchiale come segno della sua fede. È prevista per circa mille persone ma incontra un grosso problema: il costo della costruzione si aggira sui 160 mila euro. Il progetto è stato approvato dal vescovo di Bafoussam, mons. Joseph Atanga e dal superiore dei saveriani in Camerun». Se questo è il progetto a cui i missionari tengono di più, sono però già diverse le opere avviate nella parrocchia di San Francesco Saverio di Koptchou. C'è una scuola professionale che accoglie circa 250 fra ragazzi e ragazze, che possono imparare meccanica, falegnameria (con un laboratorio), elettronica, informatica e cucito. C'è anche una cooperativa di donne che utilizza le erbe per ricavarne medicine naturali e coltiva i campi comunitari. «Stiamo cercando anche di sollecitare le varie comunità a impegnarsi nell'animazione ­ aggiunge padre Ferro ­ ma è un'impresa difficile, perché richiede che la gente si metta insieme, uscendo dal proprio egoismo, dal particolarismo. Le idee sarebbero tante ma spesso mancano i mezzi materiali e la gente che possa realizzarli. Si cerca di formare animatori, ma non sempre sono stabili, sia perché devono pensare alla vita delle loro famiglie, sia perché dovrebbero rinforzare la loro motivazione di servizio alla comunità». La missione è organizzata in nove settori o cappelle (Koptchou che è il centro, poi Batyo, Tongu, Baye, Nefa, Songa, Djingah, Banefo, Pont de Noun). In ogni posto c'è un responsabile del settore, con un comité des chrétiens e i catechisti; ci sono il consiglio pastorale parrocchiale, quello per gli affari economici, l'Epap che suggerisce come portare avanti la pastorale; il coordinamento dei giovani che comprende diversi movimenti (chierichetti, lettori e animatori, scout, comunità dei giovani-adolescentibambini, gruppo vocazionale). Altri movimenti sono: le donne cattoliche, Rinnovamento nello Spirito, Legione di Maria, commissione giustizia e pace. In ogni settore ci sono le comunità di base, una ventina in tutto, sia di adulti che di giovani. «Si insiste molto sulla formazione, sia dei catechisti come dei vari responsabili ­ spiega padre Ferro ­ e ci vuole molta pazienza. C'è molta partecipazione al momento dei funerali, dove si spende molto denaro. La gente invece fa più fatica a donarlo per le opere di Dio».

Fino in Camerun "Accadueok"

Un missionario saveriano l'ha chiesto per i suoi ragazzi a Koptchou. Di sicuro è il sussidio del grest che ha viaggiato più lontano: una copia di Accadueok, proposto quest'anno da Noi associazione, è arrivata niente meno che in Camerun! E la richiesta è venuta proprio dal cuore dell'Africa. In maggio ha raggiunto la segreteria di Noi Padova un'e-mail inviata da padre Oliviero Ferro, missionario saveriano originario di Novara che ha trascorso qualche anno anche a Vicenza prima di partire per il Camerun. La conoscenza con il sussidio per l'animazione estiva (nel logo in basso) l'ha fatta proprio attraverso le pagine della Difesa del popolo, a cui un confratello è abbonato. «Il materiale ­ scrive il missionario nella sua richiesta ­ ci interessa per conoscere il testo e per vedere se sia possibile organizzare qualcosa per l'estate qui da noi». E, in cambio di questo dono, ha assicurato: «Naturalmente pregheremo per voi». Incuriositi da questo intreccio, che ha coinvolto i diversi mezzi di comunicazione diocesani mettendo in dialogo le chiese di diversi angoli di mondo, abbiamo voluto conoscere meglio questa realtà missionaria e ce la siamo fatta raccontare dallo stesso padre Ferro. La proponiamo ai lettori della Difesa, come gesto concreto del nostro slogan "La forza dell'insieme" e per dare continuità a questo scambio avviato di materiali e idee. Se qualcuno desidera conoscere più a fondo o anche sostenere l'impegno della comunità di Koptchou (dove operano i saveriani) nella realizzazione della propria chiesa può scrivere direttamente a padre Oliviero Ferro (oliferro [chiocciola] tiscali [punto] it) oppure mettersi in contatto con la segreteria Noi Padova (              049-8771752       ).

«Passeremo anche noi un'estate diversa»

Il sussidio servirà come spunto
Come in tutti i paesi dell'Africa, anche in Camerun la situazione dei bambini e dei ragazzi non è delle migliori. «Tutti cercano di andare a scuola ­ racconta padre Ferro ­ ma le scuole sono ridotte molto male, sia in città che nei villaggi, quelle statali come quelle gestite dalle chiese cattolica, protestante e dei musulmani. Normalmente i ragazzi vanno a scuola verso le 7.15 e rimangono fino alle 14 o anche oltre, a seconda della scuola. Nel tempo libero, i genitori mandano i figli a lavorare nei campi». I più giovani, come è naturale, cercano anche di giocare, di divertirsi, anche se mancano spazi adibiti allo sport, fra cui il più amato è il calcio (non dimentichiamo che la nazionale del Camerun è tra le più forti al mondo ed è un orgoglio e un mito per i ragazzi). Nella parrocchia di padre Ferro si cerca di proporre anche un po' di sport e di teatro, con l'intento anche di distogliere i ragazzi dal frequentare i videoclub, una pratica purtroppo diffusa. «A livello di gruppo di giovani e ragazzi ­ spiega il saveriano ­ si cerca di fare attività sia formative che di divertimento. Da qualche mese è anche rinato il gruppo scout». Fra i giochi, oltre al calcio i giovani amano la pallamano, mentre i bambini giocano più semplicemente con la palla, ma fanno anche loro il gioco della settimana o scalone, spingendo la pietra col piede e saltando da un quadrato all'altro. In un paese che non ha molte risorse, i ragazzi si costruiscono i loro giocattoli utilizzando fil di ferro, bottiglie di plastica, bambù da cui ricavano carrettini e auto molto semplici con cui passano il loro tempo libero dalla scuola e dal lavoro. Per questa estate i ragazzi di Koptchou potranno però avere una marcia in più nei loro giochi e magari anche loro utilizzeranno il sussidio del grest che sta animando l'estate delle nostre parrocchie. Padre Ferro dice che non hanno ancora deciso come utilizzeranno il materiale, «ma senz'altro ­ assicura ­ sarà uno spunto importante per organizzare l'estate in modo diverso».

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