Si riparte. Un nuovo anno pastorale bussa alle porte delle chiese, delle canoniche, dei centri parrocchiali e invita a riavviare il cammino per le comunità e le famiglie. L'inizio d'anno è sempre tempo di novità: un nuovo percorso pastorale per tutti e, per alcune parrocchie, un nuovo parroco o cappellano. Crediamo e speriamo che per ciascuno, prete o laico, sia forte il bisogno di procedere insieme e di sentirsi appartenente e accompagnato da un itinerario pastorale unitario. Anche quando, magari, la partecipazione non è delle più costanti o ferventi... Sul modo di esserci, di incontrarci, di condividere un modo che forse a volte va rivisto e rianimato Noi che apparteniamo al Centro padovano della comunicazione sociale suggeriamo di guardare all'esperienza e ai mezzi di comunicazione, che oggi possono aiutarci a sostenere il valore dell'incontro tra persone, pur senza sostituirlo. Con questo spirito la nostra associazione guarda, in particolare, alle nuove nomine pastorali (qualche decina) che anche quest'anno vanno a "rivoluzionare" la vita delle parrocchie. Per alcuni sacerdoti è tempo di fare i bagagli e di portare il proprio vissuto altrove. Alcuni, salutando la parrocchia, si congederanno anche dal ruolo di presidente di circolo Noi; altri, al contrario, lo assumeranno con il nuovo incarico. Un'eredità che in un primo tempo potrà sembrare "impegnativa" o anche "pesante", perché magari pioverà addosso senza che se ne conoscano con esattezza finalità e riferimenti. Premesso che ogni pastore, pur nello spirito sinodale, attua le proprie azioni sia sulla base degli orientamenti della diocesi sia sulla propria esperienza, sulle vedute e convinzioni personali, spesso determinanti nelle decisioni definitive, è anche vero che, proprio perché pastore, sa valorizzare quanto trova e rilancerà l'esistente secondo la propria sensibilità. Noi porgiamo la mano e tutta la nostra disponibilità, offrendo proposte concrete di incontro con quanti sapranno riconoscere e vorranno ricambiare l'attenzione, in uno spirito veramente comunitario, nel rispetto reciproco del lavoro di ciascuno e magari prima che questo ci assorba totalmente. Ai referenti laici presenti nei direttivi dei circoli abbiamo chiesto di aiutarci: sarà prezioso il loro contributo nell'accogliere il nuovo parroco o vicario, nel presentargli la realtà in cui va a inserirsi e nell'accompagnarlo a conoscerla. Quanti invece passeranno da un'esperienza di circolo a una comunità senza realtà associativa, o magari senza centro parrocchiale, sapranno di poter sempre contare (e avranno modo di sperimentarlo) sul nostro riferimento, sulla collaborazione condivisa in questi anni che non troverà certo motivazioni per interrompersi, indipendentemente da affiliazioni e strutture. Il rinnovamento anche della vitalità nei rapporti e nella condivisione parte solo da una determinata volontà di volerlo fare, riconoscendo che alcuni "percorsi individuali" possono sempre provare ad aprirsi a itinerari di condivisione anche con servizi e strutture istituzionali e diocesane in alcuni casi sottovalutati e rinviati perché considerati "imposti e preconfezionati" più che proposti e diversificati. In questo caso non possiamo che rispettare tali "riserve" invitando però a individuare e a confrontarsi con quanti riconoscono e vivono, l'esperienza con gli uffici diocesani e il mondo associativo, andando ben oltre un rapporto di "sportello", condividendo anche in questo modo una comunione pastorale con la propria chiesa, quindi anche con Noi. Buon lavoro a tutti! i testi sono a cura della segreteria Noi Padova