Difesa n.43 (1 novembre 2009)

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PIOVENE L’associazione Noi trova nel patronato un vero fulcro per le sue iniziative e le numerose attività che coordina
Il centro parrocchiale ora è più funzionale
Dopo l’impegnativa ristrutturazione, presto sarà riconsegnato alla comunità

Una parrocchia molto viva con tanti gruppi che lavorano al suo interno e un circolo Noi, punto di riferimento e stimolo allo sviluppo di numerose attività, suggerite dall’associazione stessa, di carattere non solo ricreativo, ma anche culturale e che hanno forte potere di aggregazione.

È questa una prima fotografia della parrocchia di Santo Stefano protomartire di Piovene. Al suo interno il consiglio pastorale è l’organismo che suggerisce le linee guida e coordina le diverse realtà presenti in parrocchia, promuove e sostiene la vita dei gruppi e opera per favorire la comunione tra i gruppi e tutta la comunità. L’Azione cattolica, il gruppo sposi, la Caritas, il gruppo missionario “over” e il gruppo missionario giovani, il catechismo, la San Vincenzo, il coro parrocchiale Santo Stefano (adulti, giovani e giovanissimi), l’associazione Noi, il Centro volontari sofferenza, il gruppo Arcobaleno (che presta aiuto materiale alle persone più bisognose, soprattutto agli immigrati, con l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri e il mercato dell’usato), il gruppo giovani sbandieratori Alfieri della regina. Sono questi tutti i tasselli che compongono la realtà parrocchiale di Piovene.

A breve verrà consegnato alla comunità il centro parrocchiale Don Pietro Costa, appositamente ristrutturato e rinnovato a cinquant’anni dalla sua costruzione. «Con interventi molto impegnativi dal punto di vista economico – racconta Pino Toniolo – la parrocchia è riuscita a rinnovare le attrezzature installando, in locali completamente nuovi, una moderna cucina che risponde perfettamente alle nuove esigenze sociali e comunitarie come cene sociali, ritrovi associativi, iniziative non solo parrocchiali, ma anche paesane come i gemellaggi, le feste e le sagre». È stato risistemato anche il piano terra dell’edificio, ampliando il bar e rendendo più razionali gli spazi annessi.

Un ruolo importante nella vita della parrocchia è svolto oggi dall’associazione Noi, che quest’anno conta più di quattrocento iscritti.

A maggio di quest’anno è stato eletto il nuovo direttivo dell’associazione, composto per la maggior parte da persone giovani molto affiatate e da persone più anziane con grande esperienza: l’obiettivo primario è creare iniziative culturali, di aggregazione e ludiche allo scopo di coinvolgere il maggior numero di persone possibili, puntando in particolare sulla presenza delle nuove generazioni.

«Eventi organizzati dall’associazione Noi – spiega Toniolo – sono stati ad esempio serate musicali con gruppi emergenti del nostro territorio, il torneo di calcio “Father & sons”, in cui i protagonisti sono stati i ragazzi con i propri genitori, attività estive (“Baraonda = bar a onda”) e altre in occasione della festa del Voto, la pesca di beneficenza parrocchiale, le gite per anziani di carattere culturale e le serate di convivialità. Nel futuro gli eventi che potranno essere promossi da Noi saranno pensati anche in funzione dei nuovi spazi del centro parrocchiale».

Il bar del centro parrocchiale è il fulcro dell’associazione Noi in quanto è il luogo nel quale si promuovono, pubblicizzano e si valorizzano le varie attività ed è inoltre il punto di riferimento per tante persone che desiderano trascorrere qualche momento in compagnia.

Grazie ai volontari, il bar è aperto sei giorni alla settimana su sette con una notevole presenza di adulti, soprattutto durante i pomeriggi della settimana, mentre i giovani prediligono le serate del venerdì e del sabato.

Il consiglio pastorale di Santo Stefano di Piovene al suo interno ha pure un rappresentante del direttivo dell’associazione Noi per consentire l’interazione e il confronto con tutte le altre associazioni presenti e le attività che interessano più gruppi. Un esempio di questa collaborazione è stata l’organizzazione dell’evento “Parrocchia in piazza” che ha visto l’intervento di tutte le realtà. Santo Stefano è proprietaria di Malga Pecca a Monte Corno di Lusiana, una struttura debitamente ristrutturata e finalizzata allo svolgimento di campiscuola organizzati dai gruppi di Azione cattolica, incontri di preghiera e ritiri spirituali, incontri di programmazione e di formazione spirituale, incontri vari di animazione, anche con scopi culturali, altre attività di carattere sociale.

Malga Pecca, anch’essa rinnovata e completata con tutti i servizi essenziali, tra cui il riscaldamento invernale, è diventata una vera e propria scuola di formazione non solo per i ragazzi e i giovani che la abitano durante i campi scuola estivi, ma per l’intero associazionismo parrocchiale che può utilizzarla, anche fuori stagione, per giornate di studio, formazione e programmazione delle attività. Anche per questa struttura risulta importante la formazione del personale che aderisce all’associazione Noi e che, oltre a essere preparato per la gestione nel rispetto delle normative sanitarie, è anche abilitato per farlo.

Paola Zapolla
LA STORIA

Risale a cinquant’anni fa il progetto del primo patronato «La parrocchia – racconta Pino Toniolo, primo progettista cinquant’anni fa del patronato di Piovene – fin dal primo dopoguerra ha attivato un frequentatissimo patronato nei locali della vecchia villa Benetti ereditata, ma utilizzata, in tempo di guerra, dall’esercito che la restituì in condizioni precarie.

All’interno di villa Benetti fu aperto subito un piccolo bar, autogestito all’epoca dai giovani dell’Azione cattolica, che non aveva particolari pretese e che rimaneva aperto solo durante le varie attività. Cinquant’anni fa, su iniziativa del parroco di allora, don Pietro Costa, la parrocchia inaugurò una moderna struttura, realizzata in un anno di impegnativi lavori, anche dal punto di vista economico. In quella occasione, e per dare spazio agli sport e ai giochi dei numerosissimi ragazzi e giovani che affollavano le sale del patronato, venne demolita la cadente villa Benetti ricavando i campi per il calcio a sette, la pallavolo, la pallacanestro e il tennis».

Il grande edificio si sviluppava su tre piani così destinati: al piano terra il bar attrezzato con sala tv, la sala per i giochi da tavolo e le sale per i giochi da movimento e una palestra per la ginnastica e il corpo libero. Al primo piano c’erano le aule per il catechismo e le attività associative e la sala della direzione. Infine, al secondo piano un grande salone per attività formative e di preghiera, una sala di lavoro e segreteria e l’appartamento del cappellano.

L’attività del bar, che era molto importante ma si rivolgeva solo alle attività interne, venne spostata, alla fine degli anni Settanta, nei locali già destinati alla palestra, più spaziosi e meglio ubicati anche rispetto all’accesso dalla strada principale del centro, eseguendo una parziale ristrutturazione di tutto il piano terra del patronato.

DAL 30 OTTOBRE AL CENTRO PARROCCHIALE DI VIGODARZERE
Corso sulle emozioni

Si sa bene cosa sono le emozioni. Tutti provano amore e odio, rabbia e gioia. Ma cosa lega stati mentali come questi al groviglio delle emozioni? Come fanno a influenzare ogni aspetto della vita mentale, a plasmare le percezioni, i ricordi, i pensieri e i sogni? Siamo noi a controllarle o sono loro a controllare noi? Dettano le azioni da fare all’istante… Ci possono mettere anche nei guai… Le emozioni possono avere conseguenze utili, ma anche patologiche.

Da queste considerazioni prende il via al centro parrocchiale di Vigodarzere il progetto “Aiutare la persona a costruirsi attraverso relazioni efficaci”, organizzato in collaborazione con il locale circolo Noi.

Gli incontri si svolgono al venerdì dalle 21 alle 23, con cadenza quindicinale, a partire dal 30 ottobre su “La gestione delle emozioni. Sviluppare l’intelligenza emotiva”. Gli appuntamenti sono tenuti da Giovanni Menegon, esperto di formazione, consulenza e relazione d’aiuto. «La motivazione che ci spinge a fare un percorso di questo tipo – spiega Chiara Marazzato, una degli organizzatori – è di migliorarci come persone, di formarci, di crescere. Vogliamo puntare molto sulle emozioni, perché fanno parte della vita di tutti i giorni. Spero che questo percorso ci aiuti non solo a comprendere alcuni nostri stati d’animo, alcune nostre reazioni che forse mettiamo in atto senza comprenderne le motivazioni fino in fondo, ma anche per arrivare a capire la nostra storia, chi siamo. Penso che la crescita di una persona sia fondamentale per star bene sia con se stessi che con gli altri. Il lavoro che verrà fatto durante gli incontri sarà soprattutto di tipo esperienziale e di gruppo ed è quindi molto importante che le persone che partecipano abbiano voglia di lavorare e di mettersi in gioco». Il corso è rivolto a chi desidera approfondire il tema o ritiene la formazione personale indispensabile. L’itinerario prevede dieci unità di lavoro di due ore ciascuna ed è previsto come sussidio un quaderno di lavoro, che contiene indicazioni teoriche ed esercitazioni varie.

Per informazioni e iscrizioni: 049-8872931.

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