Difesa n.45 (15 novembre)

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VIGONZA Tra le tante proposte del dinamico circolo Noi, il 30 novembre si organizza una veglia di preghiera con gli stranieri
Progetti e idee per il territorio
Il circolo si propone anche come luogo di crescita sociale

Il 15 gennaio 2008 è la data d’inizio della storia del circolo Noi del centro parrocchiale San Sebastiano di Vigonza che, in questi primi due anni di vita, ha raggiunto la quota di 300 soci.

«C’era già una storia alle spalle, come in tutti i circoli, un impianto su cui innestarsi – spiega la presidente Manuela Berti – Ma la novità eravamo “noi”, neoarrivati, pronti a spiccare il volo con gli impegni che ci eravamo assunti: collaborare con la parrocchia, il vicariato e le altre realtà presenti nel territorio come valore aggiunto, rivolgendo speciale attenzione ai progetti di aiuto e di formazione per le famiglie, i giovani e le fasce deboli».

Un altro impegno che il circolo si è proposto fin dall’inizio è stato rendere il bar, già luogo importante di incontro nel suo servizio ai soci, un punto ancor più efficace di convergenza delle varie fasce di età dei tesserati che, in patronato, si devono sempre sentire accolti. «Volevamo che il bar diventasse veicolo di trasmissione dei vari progetti che si sarebbero svolti all’interno del centro parrocchiale – continua Berti – per prendere familiarità con le varie realtà presenti nella comunità che spesso si ignorano».

«La parrocchia di Vigonza è felice della “riscoperta” del centro parrocchiale come luogo di

incontro e di integrazione tra i cristiani, organizzati in associazione o singolarmente, e i cittadini – sottolinea don Cornelio Boesso, parroco di Vigonza e consigliere spirituale del circolo Noi – Il convivere tra cittadini ha bisogno di una solida piattaforma di valori, tradizioni, gratuità, incontri e dialogo. Il circolo Noi ci offre tutto questo con una schiera di volontari chiamati a crescere, promuovendo l’integrazione tra le persone e la crescita degli individui con proposte e stimoli adatti ad ogni fascia di età».

Molte e diverse sono state le attività che il circolo ha proposto nel corso dell’ultimo anno: una serata sulla shoah, con la testimonianza di Lidia Martini, una tavola rotonda sul tema “Ruoli sociali nell’epoca moderna: donne in dialogo”, un incontro in materia di agevolazioni fiscali per le famiglie che hanno persone disabili; e ancora un corso sulle religioni per promuovere l’interculturalità e il dialogo interreligioso, in collaborazione con l’associazione Benessere & società onlus. Non sono mancate neppure le biciclettate e le uscite culturali per valorizzare il tempo libero e la convivialità tra i membri della comunità. «Ma ciò che è importante per noi – sottolinea Manuela Berti – è non sentirci un’isola che ruota attorno a se stessa e, a questo scopo, vengono spese molte energie per coinvolgere gli altri gruppi presenti in parrocchia nelle attività proposte dal circolo Noi e anche per lasciarsi coinvolgere nelle loro iniziative a favore della comunità territoriale».

«Gli obiettivi del nostro agire sono finalizzati anche a una significativa integrazione delle nuove realtà sociali presenti sul nostro territorio – specifica Annamaria Barison, membro del consiglio direttivo del circolo – Mi riferisco soprattutto ai cittadini stranieri, ai giovani, agli anziani che sono sempre più desiderosi di rimanere attivi e vitali».

 

NUOVI STILI DI VITA E ATTENZIONE AGLI STRANIERI

 

E al circolo stanno anche molto a cuore gli orientamenti pastorali proposti quest’anno dalla diocesi di Padova che hanno come tema “Il bene comune: stile di vita della comunità cristiana”. «A questo proposito – ribadisce Manuela Berti – oltre che agire con iniziative autonome, abbiamo fatto nostre le proposte della commissione diocesana per i nuovi stili di vita e salvaguardia del creato rinnovando, ogni due mesi, l’angolo di esposizione del materiale cartaceo per la sensibilizzazione evangelica ai nuovi stili di vita richiesti nell’epoca della globalizzazione. Ne abbiamo dato visibilità anche durante la sagra paesana con l’allestimento della tenda dei nuovi stili di vita».

Molte sono le persone che si mettono a disposizione del circolo offrendo gratuitamente parte del loro tempo libero per il bene della comunità. «Ci definiamo volontari – specifica la presidente del circolo Noi vigontino – e questo significa assumere, nella quotidianità, uno stile che ci porti alla condivisione e alla comunanza con il prossimo, dedicandovi tempo, umanità e creatività. E i nostri programmi rendono concreti questi propositi».

Tra le iniziative che il circolo ha promosso quest’anno spicca il progetto “Dopo la scuola ci siamo Noi”, uno spazio di aiuto e crescita per prevenire i disagi delle giovani generazioni. A breve, il circolo sarà coinvolto anche in un’altra iniziativa organizzata assieme alle associazioni del territorio, i gruppi parrocchiali di ascolto e il gruppo liturgico, i cittadini immigrati del comune: una veglia di preghiera intorno alla croce nello stile ecumenico di Taizè che si terrà lunedì 30 novembre nella chiesa di Vigonza, con partenza da piazza Zanella alle ore 20.45. «Insomma – conclude Manuela Berti – teniamo vivo lo sguardo sulla società multietnica del nostro tempo, offrendo momenti di condivisione e opportunità anche ai cittadini immigrati, senza trascurare i valori e le nostre tradizioni locali. È con questo spirito che stiamo promuovendo la costituzione di un comitato di cittadini di Vigonza che, il 15 settembre 2010, si impegnerà a far rivivere la vecchia tradizione del paese della festa dell’Addolorata, tanto sentita dalle generazioni passate».

pagina a cura di Paola Zapolla
Doposcuola per i ragazzi per affiancare le famiglie

Per prevenire alcuni disagi legati al mondo giovanile, quest’anno il circolo Noi del centro parrocchiale San Sebastiano di Vigonza ha promosso il progetto “Dopo la scuola ci siamo Noi. Spazio ragazzi”.

È un’iniziativa pomeridiana che gode del partenariato di comune, parrocchia, scuole del territorio, Ussl 15 Alta Padovana e che si pone come obiettivo di gettare una rete in quel mare di bisogni che assillano le famiglie di oggi. «Forse avremo contribuito a dare qualche segnale positivo a quella che viene definita “emergenza educativa” – spiega Manuela Berti – se riusciremo ad alleggerire le ansie dei genitori che lavorano, offrendo un aiuto ai ragazzi che hanno difficoltà scolastiche o, semplicemente, degli spazi alternativi alla compagnia di televisione e computer, se ci caricheremo, almeno in parte, del peso quotidiano di educare i preadolescenti alla costruzione di sé. La nostra attività è aperta a tirocinanti di tutte le discipline che vogliano completare la loro formazione universitaria».

L’iniziativa completa la proposta comunale già esistente, “Una comunità che aiuta le famiglie. Spazio bambino” che si rivolge agli alunni della scuola primaria e la cui finalità è di aiutare le famiglie del territorio di Vigonza nella gestione dei figli, durante l’orario extrascolastico. Le sedi del doposcuola comunale sono il patronato di Vigonza, la sala comunale di Busa, il patronato di Peraga e quello di Perarolo.

“Dopo la scuola ci siamo Noi. Spazio ragazzi”, invece, è dedicato agli alunni della scuola media del comune e si svolge in centro parrocchiale. L’iniziativa si avvale del supporto di docenti volontari, che affiancano i ragazzi per due pomeriggi alla settimana (lunedì e mercoledì dalle 15 alle 18), nello svolgimento dei compiti e di professionisti per le attività di laboratorio. Attualmente le attività pratiche sono due: pittura e manipolazione per dar spazio alla creatività e musicoterapia per valorizzare ed educare l’espressività corporea.

PIOVENE
Sabato 28 s’inaugura il centro parrocchiale

Dopo un anno di grande impegno e lavoro, sabato 28 novembre s’inaugura, alla presenza del vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, il nuovo centro parrocchiale della parrocchia di Santo Stefano protomartire di Piovene.

«È un traguardo molto importante per la nostra comunità – sottolinea Carla Anna Pretti del consiglio direttivo del centro parrocchiale – e di questo dobbiamo ringraziare il nostro arciprete don Danilo Fantinato. Grazie al suo entusiasmo è riuscito a coinvolgere la comunità per poter affrontare questo gravoso impegno. Ha sempre sostenuto il progetto con caparbietà e pazienza incoraggiando tutti, soprattutto nelle difficoltà incontrate. Don Danilo per la comunità è un punto di riferimento, promotore e coordinatore di tutte le molteplici attività, ed è sostenuto dal contributo di molti volontari che con generosità hanno offerto e offrono tutt’ora il loro tempo per i lavori di ristrutturazione e nella gestione delle numerose attività che si svolgono all’interno del centro parrocchiale».

Il programma dei festeggiamenti per l’inaugurazione prevede martedì 17 novembre, alle 20.30 nel salone del patronato, la conferenza “Centro parrocchiale ancora attuale?” con l’intervento di don Gabriele Pedrina, presidente di Noi Padova e direttore del Centro padovano della comunicazione sociale della diocesi di Padova. Sabato 21 novembre alle 20.45 all’auditorium comunale di Piovene Rocchette, si mette in scena il musical Kairos interpretato dai giovani dell’oratorio Don Bosco di Padova. Giovedì 26 novembre alle 20.30 in patronato ci sarà una serata “amarcord”, in cui saranno proiettate foto e diapositive sui cinquant’anni del centro parrocchiale e verrà presentato il volume Patronato di Piovene. Cinquant’anni di storia. Sabato 28 novembre ad attendere il vescovo ci sarà il gruppo di sbandieratori della parrocchia Gli Alfieri della regina che offrirà un breve saggio del loro spettacolo; a seguire, alle 17, la messa presieduta dal vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo. Dopo la celebrazione ci sarà l’inaugurazione del centro parrocchiale restaurato e la benedizione della nuova cappella del patronato. Alle 21 per tutta la comunità spazio a un concerto animato da un gruppo di giovani della parrocchia e domenica 29 novembre si svolgerà la festa del ciao per i ragazzi dell’Acr.

La cerimonia della giornata potrà essere seguita in diretta web sul sito internet www.parrocchiasantostefano.org

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